I data center devono evolvere rapidamente per garantire resilienza e competitività alle aziende in Europa, Medio Oriente e Africa (Emea). A evidenziarlo è la nuova ricerca commissionata da Lenovo, che mette in luce come i design tradizionali non siano più sufficienti per rispondere alle sfide di AI, sostenibilità e conformità normativa.
Secondo lo studio «Data Center of the Future», realizzato in collaborazione con Opinium su 250 decisori IT in aziende con più di 250 dipendenti in Germania, Italia, Norvegia, Svezia, Regno Unito e Uae, quasi la metà dei leader IT (45%) riconosce che le infrastrutture attuali non supportano gli obiettivi di riduzione energetica e delle emissioni.
Allo stesso tempo, il 99% dei decisori prevede che la sovranità dei dati resterà un elemento cruciale per raccolta, archiviazione ed elaborazione nei prossimi anni. L’accelerazione dell’uso dei dati, trainata dall’AI, mette in luce un divario tra ambizione digitale e capacità infrastrutturali: molte organizzazioni faticano a integrare l’AI in modo efficace e sostenibile.
In particolare, il 92% dei responsabili IT considera prioritaria la collaborazione con partner tecnologici che riducano consumi ed emissioni, ma solo il 45% ritiene che il design attuale dei propri data center supporti tali obiettivi. Sistemi di raffreddamento tradizionali, come quelli ad aria, non riescono più a bilanciare efficienza, costi e riduzione del carbonio.
Inoltre, l’88% dei decisori IT considera già la sovranità dei dati una priorità, mentre il 94% segnala la bassa latenza come requisito chiave, spinta da applicazioni real-time e edge computing.
Infine, il 90% dei responsabili IT prevede un incremento significativo nell’uso dei dati grazie all’AI e il 62% ritiene che AI e automazione avranno l’impatto maggiore sulla strategia IT. Tuttavia, il 41% ammette di non essere pronto a integrarla in modo efficiente.
«Il data center del futuro sarà definito dalla capacità di scalare per sostenere la sempre maggiore richiesta di AI, rispettare gli obiettivi di sostenibilità e operare con la massima efficienza energetica», afferma Simone Larsson, Head of Enterprise AI, Emea di Lenovo. «In Emea, la sovranità dei dati è una priorità urgente, plasmata da normative complesse e crescente attenzione dei Cio. Le aziende devono agire ora».
Lenovo ha collaborato con i pluripremiati architetti Mamou-Mani e lo studio di ingegneria Akt II per immaginare come saranno i data center tra 30 anni. I concept esplorano l’uso di risorse naturali, spazi dismessi e tecnologie di raffreddamento a liquido per ridurre l’impatto ambientale:
Tutti i concept condividono un elemento chiave: il raffreddamento a liquido, più efficiente e sostenibile rispetto ai sistemi ad aria. Per affrontare le sfide legate a AI e sostenibilità, Lenovo propone Neptune Liquid Cooling, in grado di rimuovere il 98% del calore alla fonte, riducendo consumi energetici e dipendenza dai sistemi ad aria. (riproduzione riservata)