Alla vigilia della chiusura, l’opas di Banca Ifis su Illiimity supera la resistenza dei soci storici. Nella notte di mercoledì 25 la banca digitale fondata da Corrado Passera ha comunicato che l’accordo sul 27,2% del capitale sociale è stato sciolto. E nella seduta di giovedì 26 le adesioni sono scattate al 52,33%.
L'intesa era nata alla fine di maggio per negoziare condizioni migliorative nell’offerta in corso. All'iniziativa hanno aderito, oltre allo stesso Passera con lo 0,02% del capitale, Alisei Forinvestments (0,99%), Amc Metis (veicolo che fa riferimento al fondo americano Atlas Merchant Capital con in mano il 6,3%), Buenafortuna Capital (0,99%); Fidim (veicolo della famiglia Rovati, al 7,66%), Tensile - Metis Holdings (7,25%) e Tetis (3,95%).
Alla nascita del patto Banca Ifis aveva risposto inizialmente alzando la soglia minima dell’opas dal 45 al 60% per mandare un segnale al mercato. In seguito l’istituto veneziano ha poi migliorato la proposta economica mettendo sul piatto un premio pari al 5% del corrispettivo cash, ovvero 0,1775 euro per ogni azione Illimity qualora venga superata la soglia del 90% del capitale.
La scelta «è una proposta indipendente dell'azionista di maggioranza» e «non vi è alcun negoziato in corso con la controparte», ha spiegato Ernesto Fürstenberg, presidente dell'istituto e amministratore delegato di La Scogliera, holding di controllo di Banca Ifis, di cui possiede il 50,64% del capitale. È stata del resto la capogruppo a proporre il premio aggiuntivo al cda.
La mossa ha spinto subito al rialzo le adesioni, facendole balzare in una seduta dal 25,7% al 32%. Se il 90% venisse superato, il controvalore complessivo dell'operazione, al netto del dividendo da 0,92 euro staccato da Banca Ifis lo scorso 21 maggio, salirebbe a 313 milioni di euro.
I segnali sono insomma favorevoli al successo dell’offerta che si chiuderà però soltanto venerdì 27. Solo a quel punto Banca Ifis svelerà il dato finale sulle adesioni e l’eventuale superamento della soglia del 60%. (riproduzione riservata)