Capitale azzerato per ripartire con una nuova compagine di soci e quattro anni per ripagare, almeno in parte, i creditori. Sono i contenuti del piano di concordato di Illa, società di pentole quotata sull’Egm, che ha ricevuto da poco il via libera del tribunale di Parma. Il gruppo, in crisi da almeno un paio d’anni, ha dovuto optare per il concordato dopo che il fondo-trappola Negma, con il quale era stato sottoscritto un prestito obbligazionario convertibile nel 2023, ha smesso i fornire i capitali promessi, lasciando Illa senza risorse e con un titolo polverizzato in borsa.
Il progetto di salvataggio parte da una dotazione economica di 8,76 milioni di euro che Illa riceverà dai nuovi soci che sottoscriveranno un aumento di capitale riservato. La quota di maggioranza andrà a Seri, gruppo industriale a sua volta quotato sull’Egm, che entrerà al 68,5% con 6,6 milioni. Il secondo azionista sarà la società cinese Zhejiang Meid Kitch, che contribuirà al rilancio con 1,5 milioni, con il 17,1%. Gli altri soci saranno la holding Masada (9,1%), attiva soprattutto in campo informatico, l’operatore di logistica Erixmar (3,4%) e alcuni amministratori della stessa Illa (1,8%), ai quelli verranno assegnate delle azioni della società come rimborso delle retribuzioni non corrisposte.
Inoltre, Illa razionalizzerà la struttura societaria fondendosi con la controllata Aeternum, il ramo d’azienda acquisito qualche anno fa da Bialetti, con l’obiettivo di ridurre i costi.
Nel complesso, i documenti relativi alla procedura, consultati da MF-Milano Finanza, riportano un passivo concordatario di oltre 27 milioni di euro e stimano che il gruppo possa generare un attivo di 15,6 milioni per arrivare al riequilibrio finanziario nel 2029 tramite il proseguimento delle attività e l’iniezione di capitale che arriverà dai nuovi soci.
Il piano così definito dovrà superare il voto dei creditori, previsto tra settembre e ottobre. Dopodiché, inizieranno a decorrere i quattro anni in cui Illa dovrà ripagare i creditori. Il gruppo prevede di rimborsare interamente i creditori ipotecari e quelli privilegiati, mentre i debiti tributari saranno ripagati al 60%. Infine, per i creditori chirografari, tra cui alcuni fornitori, il rimborso sarà del 24,46%.(riproduzione riservata)