Il Parlamento Ue chiede ai governi passi avanti sul rapporto Draghi e spinge per l’emissione di titoli comuni europei. Gli eurodeputati hanno approvato nella plenaria a Strasburgo un testo non vincolante (con 407 voti a favore, 161 contrari e 97 astensioni) che mira a mantenere la pressione sulle istituzioni europee per dare seguito alle proposte della relazione Draghi.
Secondo il Parlamento Ue «l’indebitamento comune tramite l’emissione di titoli Ue rappresenta un’opzione praticabile per garantire che l’Unione disponga di risorse sufficienti per far fronte alle crisi».
Inoltre gli eurodeputati hanno chiesto alla Commissione di «portare avanti le discussioni per colmare le mancanze di investimento nell’Ue» e di «presentare proposte concrete di soluzioni di finanziamento».
Nel testo adottato è stato chiesto inoltre il rapido completamento dell’Unione bancaria, dell’Unione dei mercati dei capitali e dell’Unione del risparmio e degli investimenti.
I deputati hanno sollecitato anche la creazione di un ambiente paneuropeo per la quotazione e la negoziazione delle azioni, così da incoraggiare le start-up a restare in Europa.
Strasburgo ha suggerito poi misure per rendere i finanziamenti più accessibili e a condizioni più favorevoli, soprattutto per le pmi e le iniziative legate all’innovazione: in particolare hanno proposto venture capital e fondi di crescita più consistenti, finanziati in parte trasformando il risparmio personale in investimenti.
Nel testo, i parlamentari hanno avvertito che, se non saranno intraprese ulteriori azioni, l’Europa rischierà di diventare irrilevante.
La relatrice Aurore Lalucq (S&D) ha sottolineato: «Ora spetta agli Stati membri dare seguito all’impulso avviato dal Parlamento, trasformando in azioni concrete le raccomandazioni». (riproduzione riservata)