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Il paradosso delle banconote: aumenta il cash in circolazione nonostante la crescita dei pagamenti digitali
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Il paradosso delle banconote: aumenta il cash in circolazione nonostante la crescita dei pagamenti digitali

24 settembre 2025, 21:20 Ultimo aggiornamento: 25 settembre 2025, 06:51

Il valore delle banconote in circolazione nell’Eurozona è salito negli ultimi venti anni (a 1.588 miliardi) nonostante la quota di cash diminuisca nelle transazioni. Un’analisi Bce evidenzia il ruolo di rifugio sicuro nelle crisi (Covid, Grecia, Ucraina)

La domanda di banconote in euro è aumentata in modo rilevante e continuo negli ultimi venti anni nonostante la digitalizzazione dei pagamenti. Si tratta del cosiddetto «paradosso delle banconote»: la quota di contante nelle transazioni quotidiane nell’Eurozona è in calo, ma il valore delle banconote in circolazione è arrivato a 1.588 miliardi (da quasi 600 miliardi nel 2005), ovvero il 10,4% del pil dell’area (dal 6% di venti anni fa). È quanto emerso in un’analisi della Bce, scritta da Francesca Faella e Alejandro Zamora-Pérez, secondo cui il paradosso delle banconote si manifesta in forma ancora più accentuata nelle crisi.

La funzionalità offline dei contanti è di vitale importanza quando ci sono problemi nei sistemi digitali. Di fatto il contante è un rifugio sicuro e una «ruota di scorta» fondamentale nei pagamenti.

Alcuni Paesi (Olanda, Austria e Finlandia) hanno persino suggerito ai cittadini di mantenere in portafoglio tra i 70 e 100 euro per le eventuali necessità di tre giorni. Per l’Eurosistema il cash resterà centrale, mentre andranno avanti in parallelo i lavori sull’euro digitale.

I casi analizzati

L’analisi Bce in particolare ha analizzato i casi della pandemia, dell’invasione russa dell’Ucraina, della Grecia e del blackout in Spagna e Portogallo.

La pandemia a inizio 2020 ha innescato un forte aumento della domanda di banconote, a dimostrazione del ruolo cruciale del contante in un periodo di prolungata incertezza. Alla fine del 2020 l’emissione netta cumulata di banconote nell’Eurozona era cresciuta di oltre 140 miliardi di euro. È stato questo un aumento di oltre 85 miliardi di euro (+130%) rispetto all’incremento medio annuo pre-Covid (di circa 55 miliardi nel periodo 2015-19).

Questa crescita delle banconote in circolazione si è verificata nonostante il ridotto utilizzo per le transazioni quotidiane, determinato dalle preoccupazioni per la salute, dai lockdown e dal passaggio ai pagamenti online e contactless. Le persone hanno ridotto l’uso delle banconote per le transazioni ma hanno aumentato quello come riserva di valore.

Ogni crisi ha comunque avuto un impatto differente. La guerra in Ucraina ha fatto salire la domanda di banconote soprattutto nei Paesi più vicini (Estonia, Lettonia, Lituania, Slovacchia e Finlandia), dove l’emissione è salita del 36% nel primo mese di guerra.

Nel blackout in Spagna e Portogallo, il cash ha evidenziato la doppia funzione di metodo di pagamento offline e riserva di valore: il 39% degli spagnoli ha mantenuto scorte a casa come precauzione.

Infine durante la crisi del debito sovrano in Grecia la maggiore incertezza dovuta agli sviluppi politici ha portato a un forte aumento della domanda di banconote con un picco di emissioni per 300 milioni di euro in un solo giorno nel giugno 2015.

Secondo la Bce «il contante, in quanto unica passività della banca centrale direttamente disponibile a tutti, può svolgere il suo ruolo non solo nelle transazioni quotidiane, ma anche come pilastro fondamentale della stabilità economica e della fiducia del pubblico, in particolare quando è più necessario». (riproduzione riservata)



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