Accelerazione degli investimenti con una crescita record del 143,8% negli ultimi tre anni raggiungendo 3,9 miliardi di euro nel 2024, interventi avviati cresciuti dell’11,4%, superando la soglia dei 3,9 miliardi di euro, ottimizzazione della spesa con la riduzione dell’11,2% della spesa per locazioni passive in soli due anni con una riduzione di 120 milioni di euro. Ma soprattutto un impatto sulla finanza pubblica cresciuto di 126 milioni di euro, passando da 151 a 277 milioni di euro e un incremento della produttività che ha raggiunto 2,73 euro per ogni euro investito, registrando una crescita del 62,5% rispetto al 2021.
Sono questi i numeri più rappresentativi del successo della nuova strategia dell’Agenzia del Demanio, che gestisce 44 mila immobili dello Stato per un valore di 62,8 miliardi di euro, che sono stati presentati nella mattinata del 22 settembre alla Camera dei deputati alla presenza di istituzioni e stakeholder, oltre al direttore dell’Agenzia del Demanio, Alessandra dal Verme, sono intervenuti il vicepresidente della Camera dei Deputati, Fabio Rampelli e il viceministro dell’Economia e delle Finanze, Maurizio Leo.
Tutti risultati questi nel nuovo Rapporto Annuale 2025, giunto alla sua terza edizione, che vedono la prosecuzione negli obiettivi del nuovo Piano Strategico Industriale aggiornato al 2028, che «prevede l’avanzamento continuo delle attività in termini di sostenibilità, digitalizzazione e innovazione, con il rafforzamento di interventi di riuso dell’immobile pubblico, della stretta collaborazione con gli Enti Locali e delle operazioni di valorizzazione attraverso il mercato», ha dichiarato il direttore dell’Agenzia del Demanio, Alessandra dal Verme. «Il riuso dell’immobile pubblico, la rete di competenze, l’innovazione tecnologica e la partecipazione dei territori e degli investitori privati guidano l’azione dell’Agenzia. La missione è gestire il patrimonio immobiliare dello Stato, farlo rivivere in una dimensione innovativa adeguata al mutato contesto delle città, offrire dunque spazi utili, accessibili e sostenibili», conclude il direttore dal Verme.
«Siamo in presenza di asset che hanno un grande valore economico e al tempo stesso devono perseguire obiettivi di rigenerazione urbana e territoriale», ha detto il viceministro dell'Economia, Maurizio Leo, ponendo anche l’accento su uno dei risultati, cioè «la riduzione significativa dei fitti passivi, che è sempre un nostro tallone d'Achille».
«La presidente Meloni in un recente intervento ha posto l'accento sulla casa e i giovani. Penso che l'impegno che l'Agenzia del Demanio può mettere in campo e quello del governo può creare le condizioni per realizzare quello che per noi è un obiettivo strategico: le case ai giovani. Far avvicinare i giovani, sia per quanto riguarda l'ipotesi dell'acquisto che per la locazione», ha aggiunto Leo. «La casa ai giovani è una delle linee su cui bisogna muoversi e a realizzare questo con il solo impegno dell'Agenzia del Demanio non ci si riesce. Abbiamo bisogno che i privati credano in questo progetto», ha concluso.
Questo nuovo approccio ha dato vita ai Piani Città degli immobili pubblici, strumento che consente di pianificare la migliore destinazione urbanistica degli immobili in coerenza con gli obiettivi di sviluppo dei territori. L’Agenzia ha già avviato 24 Piani Città in tutta Italia e prevede di sottoscriverne 65 entro il 2028. Ogni Piano parte dall’analisi dei contesti e delle peculiarità locali per rispondere alle nuove esigenze demografiche, abitative e sociali, attraverso tre assi: rigenerazione urbana, transizione ambientale ed energetica, valorizzazione sociale e culturale.
Per quanto riguarda l’innovazione digitale, in qualità di stazione appaltante qualificata l’Agenzia sta portando avanti l’uso avanzato del «Building information modeling» (Bim) dalla progettazione all’esecuzione, per ottimizzare l’intero ciclo di vita degli immobili. Intanto è operativo il portale «Crea valore, investi con noi», uno strumento per attrarre capitali privati. Sono esempi l’ex Città dello Sport di Tor Vergata a Roma, oggetto di un avviso per la sua trasformazione in una Green City, l’ex Polverificio Borbonico di Scafati (Sa), destinato a polo turistico-culturale nell’area archeologica di Pompei. Sempre per coinvolgere il mercato sono stati pubblicati 18 bandi di uso temporaneo per favorire la fruizione immediata del patrimonio pubblico in disuso aprendolo ad attività culturali, servizi per le comunità, spazi per giovani e famiglie.(riproduzione riservata)