Si allontana l’ipotesi di un incontro Putin-Zelensky. Se il presidente ucraino chiede garanzie di sicurezza prima di un accordo, il presidente americano Donald Trump, riferiscono funzionari della Casa Bianca al Guardian, fa un passo indietro nella mediazione tra Mosca e Kiev e vuole che Russia e Ucraina organizzino un incontro tra i loro leader senza intervenire direttamente per ora. D’altronde anche in una un’intervista telefonica con il conduttore del talk show Mark Levin su Wabc martedì 19 agosto Trump aveva affermato di ritenere che sarebbe stato meglio per Putin e Zelensky incontrarsi senza di lui, in primo luogo. «Voglio solo vedere cosa succede all’incontro. Stanno organizzando l’incontro e vedremo cosa succederà».
Non solo. Il tycoon ha poi accusato Joe Biden di non aver permesso all’Ucraina di attaccare la Russia, spiegando che «è molto difficile, se non impossibile, vincere una guerra senza attaccare il Paese invasore È come una grande squadra che ha una difesa fantastica, ma non può giocare in attacco. Non c’è possibilità di vincere!», ha scritto Trump su Truth. «E così è stato con l’Ucraina e la Russia. Il corrotto e incompetente Joe Biden non ha permesso all’Ucraina di attaccare ma solo di difendersi e come è andata?», ha attaccato il presidente americano ribadendo che «questa è una guerra che non sarebbe mai accaduta se fossi stato presidente» e annunciando che «ci aspettano tempi interessanti».
La riluttanza di Trump a spingere Putin e Zelensky a un incontro arriva dopo che negli ultimi giorni ha riconosciuto che porre fine alla guerra in Ucraina è stato più difficile del previsto, dopo aver dichiarato durante la campagna elettorale dell’anno scorso di poterlo fare in 24 ore. Da allora, dopo la scadenza di questo mese del termine per la fine della guerra da parte della Russia, Trump ha cercato un rapido accordo di pace e, dopo i suoi incontri con Zelensky e i leader europei alla Casa Bianca di lunedì 18 agosto, ha dichiarato di aver avviato le procedure per un incontro bilaterale. Un alto funzionario dell’amministrazione ha descritto al Guardian la situazione come «atteggiamento attendista» da parte di Trump sulla possibilità di programmare un incontro tra Putin e Zelensky. Tuttavia, negli ultimi giorni ci sono stati pochi segnali tangibili di progressi e la Casa Bianca non ha ancora una lista di luoghi in cui l’incontro potrebbe aver luogo. Alcune proposte sono arrivate nelle ultime ore da parte del leader ucraino Zelensky che ha precisato che la sede potrebbe essere in Svizzera, Austria o Turchia.
Intanto leader europei stanno mettendo a terra un piano per l’Ucraina discutendo di una garanzia di sicurezza per il Paese, promossa dalla premier Giorgia Meloni, che impegnerebbe gli alleati di Kiev a decidere entro 24 ore se fornire supporto militare al Paese in caso di un nuovo attacco da parte della Russia. A scriverlo è Bloomberg, sottolineando che la proposta equivale a una clausola di difesa collettiva simile a quella della Nato, ma che non prevede l’effettiva adesione di Kiev all’alleanza.
Ed è tra una serie di opzioni che i leader europei stanno delineando di mettere sul tavolo delle trattative sfruttando lo slancio dopo che Donald Trump ha accettato di sostenere le garanzie di sicurezza per l’Ucraina.
Secondo Bloomberg, che cita fonti a conoscenza della questione, il piano italiano riconosce che l’adesione dell’Ucraina alla Nato è fuori discussione, ma offrirebbe un meccanismo di assistenza collettiva come migliore alternativa. Sebbene l’opzione «Nato-light» sia ben lontana dall’impegno di difesa collettiva dell’alleanza militare previsto dall’articolo 5 della Carta della Nato, impegnerebbe le nazioni che hanno firmato accordi bilaterali con l’Ucraina a concordare rapidamente una risposta in caso di attacco, hanno affermato le fonti.
Le opzioni includerebbero quindi la fornitura a Kiev di un supporto difensivo rapido e duraturo, assistenza economica, il rafforzamento dell’esercito ucraino e l’imposizione di sanzioni alla Russia, hanno affermato le fonti. Per Bloomberg, non è immediatamente chiaro se il piano comporterà l’invio di truppe da parte di singoli paesi europei in Ucraina.
Un’opzione per il meccanismo proposto dal governo italiano prenderebbe come modello l’accordo bilaterale tra Roma e Kiev, firmato nel 2024 e contenente accordi di sicurezza reciproca, hanno affermato le fonti, che hanno avvertito in ogni caso come le discussioni siano in divenire e soggette a modifiche.
Altre capitali suggeriscono invece in queste ore una tempistica diversa: c’è chi preme per ottenere una prima reazione entro 12 ore, e chi invece propende per un arco temporale più realistico: quello di 48 o 72 ore.
L’accordo, se siglato e accettato da Mosca, prevederebbe comunque una sorta di consultazione tra i membri che aderiscono allo scudo, al fine di individuare una reazione proporzionale all’atto offensivo subito dall’Ucraina: oltre a quella militare, infatti, si prevederebbe l’opzione, appunto, di immediate sanzioni economiche, o di pressioni politiche contro Putin, da declinare in base all’attacco subito.
D’altronde entro 7-10 giorni lo stesso presidente ucraino Volodymyr Zelensky si aspetta che venga presentata un’intesa sull'architettura delle garanzie di sicurezza per l'Ucraina. «Vogliamo raggiungere un’intesa dell'architettura delle garanzie di sicurezza entro 7-10 giorni. E con questa comprensione, garantire un incontro trilaterale. Questa era la mia logica» ha dichiarato alla stampa Zelensky, sottolineando che «il presidente Trump ha proposto un approccio leggermente diverso: trasformare un incontro bilaterale in un confronto a tre. Ma alla fine abbiamo concordato che siamo ancora al lavoro sulle garanzie di sicurezza, dando forma a un'infrastruttura simile all’Articolo 5. E ciò che abbiamo ottenuto oggi è un sostegno politico», ha dichiarato Zelensky, riassumendo i negoziati a Washington. (riproduzione riservata)