Google investirà 500 milioni di dollari in dieci anni per ristrutturare il proprio sistema di compliance. La decisione della società di Mountain View, riportata da Reuters, è arrivata dopo che alcuni azionisti hanno intentato una causa contro Alphabet, la holding che controlla Google, accusandola di non aver rispettato le norme sulla concorrenza e di avere quindi infranto il rapporto di fiducia con i soci, danneggiandoli. In particolare, secondo uno dei legali degli azionisti, il consiglio di amministrazione non ha ricevuto rapporti completi sui rischi in ambito antitrust e così non sono state messe in atto azioni preventive che avrebbero potuto essere utili.
Il gruppo è attualmente sul banco degli imputati in due procedimenti antitrust, uno relativo al presunto monopolio di Google nel campo delle ricerche online e l’altro sul mercato della pubblicità digitale. Nel primo caso il processo è in corso e la sentenza dovrebbe arrivare entro agosto, mentre nel secondo Google è stata riconosciuta colpevole di violazione delle norme antitrust ad aprile, ma ha fatto ricorso in appello.
L’intesa con gli azionisti, guidati da due fondi pensione del Michigan, depositata il 30 maggio presso il tribunale di San Francisco e soggetta all’approvazione del giudice distrettuale Rita Lin, dovrebbe ridisegnare gli organi di controllo di Alphabet. Il piano prevede la creazione di un comitato indipendente dedicato alla supervisione del rischio e della compliance, separato dall’attuale comitato di audit del cda della holding. Inoltre, saranno istituiti anche un comitato che risponderà direttamente all’amministratore delegato Sundar Pichai e un team di manager ed esperti di compliance interni. Le modifiche dovranno rimanere in vigore per almeno quattro anni.
«Nel corso degli anni, abbiamo investito risorse significative per costruire processi di compliance solidi», ha dichiarato Google, sostenendo che l’accordo è stato accettato per evitare una lunga battaglia legale.
Mentre Mountain View si accordava con gli azionisti, il giudice Amit Mehta, a cui è affidato il procedimento antitrust sul mercato delle ricerche online, ha completato una delle udienze del processo che dovrebbe avviarsi verso la conclusione nelle prossime settimane, con sentenza attesa nel giro di un paio di mesi. Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti vorrebbe che Mehta imponesse a Google misure draconiane per ripristinare la concorrenza, tra cui la vendita del browser Chrome e la condivisione dei dati di ricerca con i concorrenti. Nell’altro caso aperto, che vede Google accusata di monopolio nella pubblicità online, il Dipartimento di Giustizia vorrebbe lo scorporo di Google Ad Manager, l’unità che comprende i server per gli scambi di annunci. (riproduzione riservata)