La Commissione Europea non esclude la linea dura se il governo italiano non farà marcia indietro sul golden power nel caso Unicredit-Banco Bpm. Come riferito ieri da MF-Milano Finanza, Bruxelles ha acceso due fari sul Dpcm del 18 aprile sull’acquisizione lanciata da Andrea Orcel.
Attraverso la Direzione Servizi Finanziari della commissaria Maria Luís Albuquerque ha avviato la procedura Eu Pilot per raccogliere informazioni sull’uso dei poteri speciali e sulla loro compatibilità con il diritto Ue e le regole di Vigilanza. Tramite la Direzione Concorrenza della vicepresidente esecutiva Teresa Ribera sta valutando invece il rispetto della normativa Antitrust.
In questa fase il governo italiano è in continuo contatto con la Commissione che, a sua volta, vaglierà le argomentazioni fornite da Roma. La strada scelta da Bruxelles è quella del dialogo e della collaborazione. Secondo fonti europee, però, nelle prossime settimane il confronto potrebbe inasprirsi soprattutto se Palazzo Chigi non sarà disposto a rivedere le prescrizioni imposte a Unicredit.
Bruxelles promuove da sempre il consolidamento bancario perché istituti più grandi garantiscono una maggiore tutela dei consumatori. Anche per questi motivi la Commissione continua a nutrire dei dubbi sulle prescrizioni di Palazzo Chigi che, spiega una fonte, «non sembrano giustificate da esigenze di sicurezza nazionale».
La Commissione comunque potrebbe accontentarsi di alcuni correttivi che rendano il golden power compatibile con il diritto europeo, senza pretendere la revoca del provvedimento. Se l’Italia non si allineerà, Bruxelles valuterà l’avvio di una procedura d’infrazione: un caso che finirebbe quasi certamente alla Corte di Giustizia.
La Commissione ha rivolto al governo quattro quesiti nell’ambito dell’Eu Pilot. Il primo riguarda le modalità del processo di valutazione, le informazioni che devono essere fornite dalle banche e con quale finalità e chiarimenti sulle autorità che partecipano alla decisione e sui criteri impiegati. Nel secondo quesito Bruxelles ha chiesto come l’Italia assicura il rispetto delle competenze Bce in materia di acquisizioni qualificate.
Nel terzo si è concentrata su come le autorità italiane possono garantire che, in caso di aggregazioni, le valutazioni del governo siano limitate a considerazioni di sicurezza nazionale. Il quarto quesito infine riguarda la tempistica del processo decisionale dell’esecutivo stesso.
Lo Eu Pilot procede in parallelo alla procedura antitrust. La commissaria Ribera ha chiesto informazioni a Roma sul rispetto da parte del Dpcm delle norme europee. Le risposte sono attese entro martedì 10 giugno.
La DgComp dovrebbe esprimersi entro il 19 giugno ma prima di questa data potrebbe passare la palla al garante italiano della concorrenza, vista la dimensione nazionale del deal. (riproduzione riservata)