Le prescrizioni imposte dal governo all’ops di Unicredit su Banco Bpm dimostrano quanto il golden power possa incidere sui mercati. Ben prima che il risiko bancario si riaccendesse in Italia l’Osservatorio Golden Power e un gruppo di esperti si sono riuniti per migliorare la regolamentazione italiana. L’obiettivo era renderla più coerente, prevedibile ed efficace nella tutela degli interessi strategici nazionali.
«Vista dal lato delle imprese, la normativa golden power rappresenta sicuramente una leva importante per garantire stabilità e sostenibilità alla gestione degli asset di rilevanza strategica», spiega Agostino Nuzzolo, general counsel di Tim. «Ma proprio per questo sarebbe opportuno delineare un quadro regolamentare maggiormente chiaro e stabile, sia sotto il profilo soggettivo, dei soggetti inclusi, che oggettivo, delle operazioni rilevanti, concentrandosi sui casi veramente rilevanti».
Le modifiche proposte si articolano su quattro direttrici. La prima è quella della semplificazione normativa, per superare la frammentarietà della disciplina e ridurre le notifiche inviate per semplice prudenza. La seconda direttrice punta invece a rendere la procedura più chiara grazie a una definizione univoca dei criteri di applicazione e del rapporto con gli investitori intra-Ue.
In quest’ambito rientrano anche la razionalizzazione delle tempistiche e dei meccanismi di notifica. Terzo punto, un miglior coordinamento inter-istituzionale attraverso meccanismi stabili di collaborazione tra la Presidenza del Consiglio e le autorità di settore. E per finire l’uso della soft law, cioè l’adozione di linee guida e Faq per favorire l’autovalutazione delle imprese e aumentare la prevedibilità.
«Sono diversi gli ambiti su cui ci sembra urgente intervenire: circoscrivere meglio l’ambito di applicazione della disciplina su operazioni infra Ue, infra Italia e infra gruppo, su piani per le forniture di dispositivi 5G, su possibile estensione alle tecnologie cloud e al trasferimento dei dati», afferma Stefano Firpo, direttore generale di Assonime.
«Va evitato anche l’uso delle prescrizioni per finalità diverse dalla tutela della sicurezza nazionale, come obiettivi di politica industriale o di tutela dell’occupazione. E bisogna intervenire sul regime sanzionatorio individuando meglio i criteri e le modalità di calcolo delle sanzioni, oltre a rafforzare il sindacato giurisdizionale sulle decisioni prese». In questo modo «si ridurrebbe il numero di notifiche per eccesso di zelo, che non fanno altro che generare costi per le imprese e incertezza nelle operazioni di m&a, appesantendo il lavoro dell’amministrazione».
In Italia le regole vanno migliorate per renderle più efficaci, non perché se ne faccia un uso distorto. «Nonostante l’ambito applicativo della normativa italiana sia molto ampio da un punto di vista oggettivo e soggettivo, l’enforcement dei poteri speciali da parte della Presidenza del Consiglio ha dimostrato negli anni un utilizzo ponderato del veto come extrema ratio», precisa Michele Carpagnano, direttore scientifico dell’Osservatorio Golden Power.
«Il procedimento di valutazione si caratterizza per tempistiche certe per le imprese e, anche in considerazione della complessità delle analisi da svolgere e del coinvolgimento di una pluralità di amministrazioni nel processo decisionale, davvero molto contenute (45 giorni), specie se comparate con analoghe esperienze estere».
L’obiettivo dell’Osservatorio Golden Power, insomma, è coniugare l’efficace esercizio dei poteri speciali con la certezza del diritto e l’attrattività del sistema Paese per gli investimenti esteri, anche in vista della riforma in corso del Regolamento europeo sugli investimenti esteri.
«Può costituire l’occasione per rafforzare i meccanismi di coordinamento a livello comunitario», dichiara Roberto Chieppa, presidente di sezione del Consiglio di Stato e in passato segretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Il fine dell’Europa è «ottenere una maggiore coerenza dei quadri normativi degli Stati membri e delle decisioni nazionali e dare così più certezze alle imprese, allontanando il rischio di interpretare la disciplina come uno strumento pubblico dirigistico dei mercati, idoneo a disincentivare gli investimenti nel nostro Paese».
Il documento programmatico con le proposte di riforma sarà presentato a Roma il 21 maggio ed è frutto di un lavoro di studio e di ricerca durato oltre otto mesi. Al progetto hanno contributo accademici, associazioni come Assonime ed esperti in materia, tutti riuniti a Madonna di Campiglio nella prima edizione di Experts Talk Golden Power.
La seconda, realizzata sempre con la media partnership di MF-Milano Finanza, si terrà ancora nella città trentina dal 12 al 14 settembre 2025 ed espanderà il raggio d’azione anche al livello internazionale ed europeo. (riproduzione riservata)