Le recenti violazioni dello spazio aereo di alcuni Paesi Nato «sono un campanello d’allarme che non si può ignorare». Per questo motivo, il ministro della Difesa Guido Crosetto, in un’informativa urgente ieri al Parlamento, ha annunciato che l’Italia si sta adoperando difendere i confini nazionali (terrestri e non).
«All’Aeroporto Leonardo da Vinci-Fiumicino di Roma sono stati già i attivati sistemi anti-droni», ha rivelato il ministro. E non è tutto. La notizia principale è che l’esecutivo sta lavorando a un vero e proprio Piano Nazionale per la protezione delle infrastrutture strategiche. Una risposta che il titolare di Palazzo Baracchini ha definito «necessaria» di fronte a «una minaccia che oggi può non essere più convenzionale ma anche ibrida e tecnologica».
«Lo sconfinamento dello spazio polacco è stato considerato il più grave dall’inizio della guerra in Ucraina, anche quanto accaduto in Estonia merita attenzione: sembra poco ma i droni russi erano a un minuto di distanza dalla capitale estone». Questi eventi, secondo il titolare di Palazzo Baracchini, «rappresentano una specie di test, di provocazione, che richiede una risposta ferma, razionale e coordinata. E la Nato ha dimostrato di saperlo fare: l’immediato potenziamento di difesa e deterrenza sul fianco Est è una risposta adeguata».
«Anche l’Italia ha messo in campo misure concrete: in Estonia avevamo già rafforzato la nostra presenza che, dopo le violazioni, manterremo più al lungo del previsto. Il nostro Paese è presente nel Baltico fin dal 2017. Oggi siamo tra i principali contribuenti del Fianco Est, con oltre 2 mila militari, con Eurofighet, sistemi radar e con una difesa aerea».
«Ribadisco che la nostra postura è ferma, ma non provocatoria. Il nostro obiettivo è far sì che la situazione non degeneri. E per riuscirci non dobbiamo cadere nella provocazione. La nostra risposta non deve essere quella della paura ma della responsabilità. Oggi dobbiamo dimostrare che l’Europa e la Nato sono unite».
Sul piano interno il ministro ha annunciato che l’esecutivo sta lavorando a un Piano Nazionale per la protezione delle infrastrutture strategiche «con sistemi anti-droni già attivi, per esempio, nell’Aeroporto Fiumicino di Roma», ha detto.
«È una risposta necessaria a una minaccia che oggi può non essere più convenzionale ma anche ibrida e tecnologica. Io ho detto più volte che l’Italia e l’Europa non sono pronti ad affrontare un conflitto di larga scala, ma siamo pronti a fare qualunque cosa per evitare un conflitto di larga scala. Purtroppo, siamo vulnerabili e dobbiamo evitare di esserlo. Ci siamo resi conto quanto poco basta con le nuove tecnologie. Garantire la sicurezza dei nostri cittadini è il compito dello Stato e della Difesa».
«Non siamo in grado di garantire sicurezza una volta che la nave sarà uscita dalle acque internazionali ed entrerà in quelle di un altro Paese. Non siamo in grado noi, né nessun altro Paese al mondo. Perché questa manifestazione di libertà può essere considerata un atto ostile. Per questo consiglio che venga accettata la soluzione di portare gli aiuti umanitari a Cipro da affidare poi alla Cei per il trasporto successivo a Gaza».
Lo ha dichiarato il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in un’informativa urgente alla Camera, in merito all’attacco perpetrato ai danni della Global Sumud Flotilla e all’evoluzione della situazione sul fronte orientale europeo.
«Continueremo a lavorare perché non ci sia nessun incidente a danno delle imbarcazioni. Siamo al lavoro per consentire il miglior risultato senza che nessun italiano, o non italiano, a bordo della nave corra alcun rischio. Ma vi assicuro che il clima è preoccupante: e voglio sfruttare questo momento per trasmettere a coloro che sono a bordo della Flottila che il clima è preoccupante». (riproduzione riservata)
Articolo in aggiornamento