In sintesi:
Secondo quanto pubblicato nel Federal Register, la Segreteria al Commercio degli Stati Uniti ha avviato un’indagine per valutare l’impatto sulla sicurezza nazionale delle importazioni di camion di media e grande portata, delle relative parti di ricambio e dei prodotti derivati.
L’indagine apre la strada a nuovi dazi specifici per il settore, analoghi all’attuale tariffa del 25% applicata ai veicoli leggeri di nuova produzione. Finora, i camion medi e pesanti erano stati esclusi da tale imposta, ma la situazione potrebbe cambiare.
giovedì il titolo Iveco cede l’1,5% a 13,175 euro, fra i peggiori del Ftse Mib che per contro si muove positivo. Negli Usa, le azioni di Paccar e Cummins, due aziende specializzate nella produzione di camion e componenti, potrebbero risentire di questi sviluppi. Mercoledì, Paccar ha chiuso in rialzo dello 0,6%, mentre Cummins ha guadagnato l’1,6%. Lo stesso giorno, l’S&P 500 e il Dow Jones hanno registrato aumenti rispettivamente dell’1,7% e dell’1,1%, sostenuti dai commenti del Segretario al Tesoro Scott Bessent, che ha lasciato intendere una possibile de-escalation nella guerra commerciale con la Cina.
Nonostante le preoccupazioni legate alla nuova indagine, vi sono anche segnali positivi. Il Financial Times ha scritto che il presidente Trump starebbe valutando misure di alleggerimento dei dazi a favore dei produttori di auto. I dettagli non sono ancora noti.
Le azioni di Ford Motor e General Motors sono salite rispettivamente dell’1,4% e dell’1,5% mercoledì, mantenendosi poi stabili nell’after mafrket. Tuttavia, dalla data delle elezioni (5 novembre), i titoli hanno subito ribassi: -8% per Ford e -15% per GM. Anche Paccar e Cummins hanno registrato flessioni, rispettivamente, del 6% e 20%. (riproduzione riservata)