Nel settore del turismo, dove il nome di Gianluigi Aponte è un punto di riferimento, gira voce che l’armatore sia così legato alla sua Napoli da volare in elicottero tutti i giorni nella città partenopea per recarsi in ufficio e ritornare puntualmente la sera a casa a Ginevra dalla famiglia. Con un buon velivolo di nuova generazione potrebbe farcela in circa un’ora e mezza a tratta, una trasferta quotidiana piuttosto impegnativa.
Resta il fatto che il mercato riconosce ad Aponte un legame strettissimo con la sua Napoli nonostante sia diventato forse il più importante armatore al mondo con un patrimonio personale da 100 miliardi di dollari e una flotta di navi che si avvicina alle mille unità e raggiunge ogni porto del mondo. Un fatto non secondario, perché in più di un’occasione i gruppi concorrenti sono stati costretti a ricorrere alla flotta Msc se dovevano trasportare merci in destinazioni inusuali. E pazienza se le navi di Aponte talvolta arrivano in ritardo.
Ora l’armatore ha sul tavolo un dossier delicato sotto il profilo geopolitico: rilevare i porti di Panama con Blackrock dai cinesi di Ck Hutchison del miliardario Li Ka-shing. Ma il presidente Xi Jinping, in rotta con Washington, ha sospeso la cessione, finché a metà ottobre il governo Usa ha bloccato l’operatore di tlc Hkt Trust, che fa capo allo stesso Li. Un modo per riaprire la partita di Panama e mandare in porto - è il caso di dirlo - un mega deal da 23 miliardi di dollari. (riproduzione riservata)