Sono 22 gli italiani arrestati, tra cui i politici Benedetta Scuderi (Avs) e Marco Croatti (M5S), tra i circa 400 attivisti a bordo delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla dirette a Gaza nel tentativo di rompere il blocco marittimo israeliano sulla Striscia. La Flotilla è stata abbordata da navi militari israeliane a meno di 70 miglia da Gaza. Al momento, sono circa 45 (su 47) le barche intercettate, così calcola la sala di controllo a terra della Global Sumud Flotilla. È un mistero la sorte della Mikeno che sarebbe l’unica barca arrivata nelle acque di Gazache, secondo i media turchi. Notizia questa, però, smentita dagli israeliani: «Nessuna delle imbarcazioni della flottiglia è riuscita a raggiungere le acque controllate da Israele al largo della costa di Gaza», afferma l’Idf citato dai media israeliani.
Almeno 4 delle imbarcazioni della Flotilla sono, invece, bloccate in mare a causa di vari problemi tecnici, indipendenti dalle azioni militari.
La Marina è pronta a trattenere anche gli attivisti su quelle imbarcazioni o a rimorchiarle fino al porto, mentre tutti gli attivisti fermati verranno condotti al porto di Ashdod per poi essere espulsi dal Paese.
Il ministero degli Esteri israeliano ha sostenuto oggi che l’azione della Global Sumud Flotilla «è terminata», senza che nessuna imbarcazione della carovana umanitaria si arrivata nelle acque prospicienti Gaza. «La provocazione Hamas-Sumud è terminata. Nessuno degli yacht della provocazione Hamas-Sumud è riuscito nel tentativo di entrare in una zona di combattimento attiva o di violare il blocco navale legittimo», ha affermato il ministero.
«Tutti i passeggeri sono al sicuro e in buona salute. Stanno raggiungendo in sicurezza Israele, da dove saranno deportati in Europa», ha continuato. «Rimane a distanza un’ultima imbarcazione della provocazione. Se si avvicinerà, anche il suo tentativo di entrare in una zona di combattimento attiva e di violare il blocco sarà impedito».
«Rispettiamo l'impegno umanitario di tutti coloro che sono a bordo della Flotilla. Comprendiamo perfettamente che queste persone vogliono sensibilizzare su un tema molto importante, sulle problematiche relative alla consegna degli aiuti umanitari a Gaza. È un pilastro fondamentale dei nostri valori promuovere questo tipo di attivismo». Lo ha dichiarato una portavoce della Commissione europea, nel briefing quotidiano con la stampa. «Prima di tutto, il diritto umanitario internazionale deve essere rispettato, così come il diritto internazionale del mare, la normativa sulla navigazione in acque internazionali. Abbiamo già detto qui che condanniamo qualsiasi attacco contro la Flotilla, qualsiasi attacco con droni o qualsiasi sequestro, e sosteniamo le persone nel senso che hanno fondamentalmente lo stesso obiettivo che abbiamo noi: vogliamo fornire al più presto aiuti sufficienti a Gaza per fermare la sofferenza delle persone che vi si trovano», ha aggiunto. «Seguiamo ovviamente molto da vicino ciò che sta accadendo nel Mediterraneo e il percorso della Flotilla. Riconosciamo le difficoltà nel fornire aiuti umanitari a Gaza e siamo in contatto regolare con Israele e con gli Stati membri riguardo agli aiuti umanitari a Gaza, e chiediamo costantemente un accesso rapido e senza ostacoli degli aiuti nella Striscia di Gaza», ha concluso la portavoce.
Il ministro degli Esteri spagnolo, Josè Manuel Albares, ha convocato l’incaricata di affari di Israele, massimo rappresentante dell’ambasciata in Spagna, per protestare contro l’abbordaggio delle imbarcazioni spagnole della Flotilla e il fermo dei cittadini spagnoli da parte delle forze dell’esercito israeliano, mentre «stavano esercitando un diritto di passaggio innocente in acque internazionali». Lo ha segnalato lo stesso Albares con l’appello a Israele a «rispettare l’integrità fisica» degli equipaggi, che devono recuperare «al più presto la loro libertà di movimento».
«Studieremo quanto è accaduto, per ora l’importante è gli attivisti possano tornare in sicurezza a casa. Poi vedremo se ci saranno delle azioni da fare», ha commentato il premier spagnolo Pedro Sanchez ai cronisti a Copenaghen. Rispondendo a chi gli faceva notare che gli attivisti si sentono abbandonati dal governo Sanchez ha rimarcato che Madrid «è stata sempre in contatto con loro e si è mossa per la loro protezione. Bisogna riconoscere la solidarietà che ha espresso la società spagnola. Ora ci interessa la sicurezza dei nostri connazionali», ha detto.
L’Iran ha contestato l'intervento della marina israeliana contro la Global Sumud Flotilla, descrivendolo come «un atto di terrorismo» che viola il diritto internazionale. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha definito l’intervento di Israele «una chiara violazione dei principi internazionali» e «un atto di terrorismo», elogiando gli attivisti della Flotilla ed esortando la comunità internazionale ad adottare misure immediate in risposta all'incidente e a porre fine al «genocidio nella Palestina occupata».
Il governo britannico ha espresso «grande preoccupazione» per gli abbordaggi israeliani alle navi della Global Sumud Flotilla. Lo riferisce l’agenzia di stampa Reuters. Il Foreign Office ha affermato che gli aiuti a bordo delle navi dovrebbero essere consegnati alle organizzazioni umanitarie sul terreno per essere distribuiti a Gaza.
Il ministero degli Esteri turco ha definito «l’attacco» di Israele alla Global Sumud Flotilla «un atto di terrore» che ha messo in pericolo la vita di civili innocenti. L’ufficio del procuratore capo di Istanbul ha dichiarato di aver avviato un’indagine sulla detenzione di 24 cittadini turchi a bordo delle imbarcazioni, anche per privazione della libertà, sequestro di veicoli da trasporto e danni alla proprietà, ha riferito l'agenzia di stampa Anadolu.
Anche Malesia e Pakistan hanno condannato il raid delle forze di sicurezza israeliane contro gli equipaggi della Global Sumud Flotilla, chiedendo il rilascio immediato degli attivisti «trattenuti illegalmente».
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