L’esercito israeliano continuerà ad usare «una forza senza precedenti» a Gaza City, nel territorio palestinese settentrionale, dove sta conducendo una massiccia offensiva contro «contro Hamas e altre organizzazioni terroristiche», ha dichiarato il portavoce di lingua araba, il colonnello Avichay Adraee, su X, invitando la popolazione a evacuare e «unirsi alle centinaia di migliaia di residenti che sono stati evacuati nella zona umanitaria nel sud» della Striscia di Gaza devastata dalla guerra.
Stando infatti alle ultime stime dell’Idf (le forze di difesa israeliane) circa 480 mila palestinesi sono finora fuggiti da Gaza City, dirigendosi verso il sud della Striscia. Un numero a dir poco significativo visto che si stima che circa un milione di palestinesi risiedessero a Gaza City prima che l'Idf lanciasse una grande offensiva contro Hamas nella zona.
L’esercito israeliano ha annunciato la chiusura della seconda via di evacuazione per i residenti di Gaza City verso la Striscia di Gaza meridionale, aperta all'inizio di questa settimana. E che la zona dove gli sfollati dovrebbero confluire non solo non è comunque da considerare sicura ma oltretutto - come denunciato a più riprese dalle organizzazioni umanitarie - non può più offrire nessun servizio essenziale.
L’Italia cerca di essere protagonista nel risvegliare le coscienze sul tema. È partita la Global Sumud Flotilla da Portopalo di Capo Passero, nel Siracusano, ossia 42 barche dirette a Gaza per portare aiuti umanitari, assieme ad altre sei salpate dalla Grecia. «Siamo partiti, stavolta non ci fermiamo più» ha dichiaratosì Maria Elena Delia, portavoce della Flotilla.
Poi è stata organizzata in tutta Italia una mobilitazione e uno sciopero della Cgil per 24 ore che «con la richiesta molto esplicita al governo e all'Europa che non possono continuare a guardare senza fare e dire quello che c'è da fare verso quel massacro, quella deportazione che è in corso a Gaza» ha dichiarato il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini. (riproduzione riservata)