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Gaza, il governo spagnolo approva decreto per l’embargo totale di armi verso Israele

di Giusy Iorlano
23 settembre 2025, 15:19

Il testo dovrà ottenere il via libera dal Congresso nel giro di 30 giorni. Introdotto anche il divieto di transito attraverso i porti e lo spazio aereo spagnoli di qualsiasi tipo di combustibile destinato a Israele. Previste delle deroghe. Podemos: decreto falso e inutile

Il Consiglio dei ministri spagnolo ha approvato un decreto legge contenente «misure urgenti contro il genocidio a Gaza e di appoggio alla popolazione palestinese», che contiene quattro misure a partire dal «consolidamento dell’embargo totale di armi a Israele», ha spiegato in conferenza stampa il ministro dell’Economia Carlos Cuerpo, sottolineando che ciò include «il divieto di esportare a Israele e di importare da Israele materiale di difesa e prodotti di tecnologia di doppio uso». «Il governo spagnolo continua a guidare gli sforzi a livello internazionale facendo un passo avanti per aumentare la pressione sul governo d'Israele, in difesa della pace, della sicurezza internazionale e dei diritti umani», ha detto Cuerpo.

Il testo dovrà ora ottenere il via libera dal Congresso spagnolo nel giro di 30 giorni.

Il decreto legge mette in atto le misure che il premier spagnolo Pedro Sanchez aveva annunciato l’8 settembre con lo scopo di «fermare il genocidio a Gaza».

«Si tratta di un passo in più, forte, e di una misura pioniera a livello internazionale», ha rimarcato Cuerpo in conferenza stampa, in riferimento all’embargo di armi. Il ministro ha ricordato che sono passati quasi due anni dagli attentati di Hamas del 7 ottobre e che la Spagna continua a «condannare in modo energico» gli attentati e a chiedere la liberazione immediata degli ostaggi. Poi ha ricordato che ci sono stati «più di 65 mila morti a Gaza, oltre 165 mila feriti, circa 2 milioni di sfollati, e 250 mila persone a rischio denutrizione». Questi dati devono «interpellarci e spingerci» ad agire, ha detto Cuerpo.

Le misure previste

Il decreto legge introduce poi il divieto di transito attraverso i porti spagnoli e lo spazio aereo di qualsiasi tipo di combustibile destinato a Israele che possa avere un uso militare. Inoltre, vieta l’importazione di prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati e la pubblicità destinata alla commercializzazione di questi beni in Spagna nonché dei servizi forniti dagli insediamenti.

Le misure contenute nel decreto, ha precisato il ministro Cuerpo, si applicano nei casi di operazioni commerciali con Israele con autorizzazioni richieste o già in vigore.

Le deroghe

Il decreto legge prevede però che il Consiglio dei ministri possa applicare deroghe alla normativa nonché la revoca totale o parziale delle misure, in situazioni eccezionali riguardanti temi di interesse generale e sicurezza nazionale. L’esecutivo di Pedro Sanchez si è impegnato poi a riferire al Congresso dei deputati ogni tre mesi sullo stato di applicazione del decreto legge.

La forza di sinistra Sumar, alleata al Psoe nel governo progressista spagnolo, ha «celebrato» il decreto legge annunciato, ma chiede che sia inviato alla Camera bassa come progetto di legge, per poter apportare emendamenti e «ampliare l’ambito di applicazione, evitando qualunque eccezione» all’embargo. In caso contrario la forza politica fondata dalla vicepremier Yolanda Diaz, «si opporrà a ogni operazione che si proponga come eccezione all’embargo attraverso il Consiglio dei Ministri».

La Spagna già prevedeva il divieto parziale, come Slovenia, Belgio e Paesi Bassi di vendita o acquisto di armi da Israele. Ma con la misura varata dal governo «siamo il primo Paese a vietare non solo l’esportazione di armi, ma anche il transito di combustibili, l’importazione di prodotti o servizi dai territori palestinesi occupati e a tracciare la strada all’Unione Europea perché si possa approvare presto un embargo in tutta l'Unione doganale», conclude il partito.

La compravendita di armi tra Spagna e Israele

Tuttavia alcuni studi come quello effettuato nei mesi scorsi dal Centro Delas de Estudios por la Paz, sostengono che la compravendita di armi tra Spagna e Israele sia proseguita anche dopo il 7 ottobre. 

Tanto che la segretaria generale di Unidas podemos, Ione Belarra, ha espresso i suoi dubbi sul decreto di embargo definendolo «falso» e «inutile». La leader del partito di sinistra ha, dunque, anticipato che la sua formazione chiederà che la misura sia «pienamente efficace» quando arriverà al Congresso dei deputati. «Credo che abbiano impiegato così tanto tempo a redigere questo embargo sulle armi perché hanno bisogno che sembri un embargo sulle armi, ma che non serva a nulla», ha sottolineato Belarra. Secondo la leader di Podemos il governo spagnolo ha mantenuto relazioni «molto intense» con Israele in materia di armamenti e non ha impedito il passaggio nelle acque spagnole di navi con materiale militare diretto al Paese ebraico. Belarra ha sostenuto che l’embargo sulle armi a Israele dovrebbe riguardare anche le basi statunitensi di Rota e Moro’n, che ha definito come filiali israeliane che servono ad alimentare tali acquisti di armamenti. (riproduzione riservata)



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