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Gaza, Flotilla entrata nella zona a rischio. Appello Italia-Grecia a Israele: garantisca sicurezza. Il ministro israeliano: Non è tardi, fermatevi

di Giusy Iorlano
01 ottobre 2025, 10:32 Ultimo aggiornamento: 16:57

Madrid: Flotilla non entri in zona esclusiva, Furor non seguirà. Anche il Copasir segue evoluzione attraverso Aisi ed Aise. La premier Meloni: da irresponsabili insistere

La Flotilla è entrata nella zona a rischio. Nella notte fra il 30 settembre e il 1° ottobre le quasi 50 navi della Global Sumud Flotilla sono entrate nelle 150 miglia nautiche che le separano da Gaza, il limite oltre il quale, pure essendo ancora acque internazionali, la nave Alpino della Marina militare ha lasciato la compagnia.

«Abbiamo incrociato pochi minuti fa due navi, quasi sicuramente israeliane: sembravano essere dei rimorchiatori. Poi si sono allontanate. La navigazione prosegue verso Gaza e al momento non vediamo blocchi all'orizzonte». A riferirlo nella tarda mattinata del 1 ottobre uno degli attivisti italiani a bordo della Grande Blu, una delle prime imbarcazioni della Sumud Flotilla dirette a Gaza.

Il piano di Tel Aviv è quello di prelevare gli equipaggi e portarli al porto di Ashdod per poi espellerli e affondare almeno parte delle imbarcazioni.

Prima che le imbarcazioni della Flotilla raggiungano le acque territoriali di Israele, la Marina militare farà annunci con gli altoparlanti chiedendo agli attivisti di tornare indietro verso i Paesi da cui sono venuti. Se non si ritireranno, la Marina militare li fermerà e li trasferirà in Israele. Lo riferisce Channel 12. Successivamente, sarà consentito agli attivisti di essere espulsi volontariamente, e se si rifiuteranno saranno arrestati e processati da un tribunale apposito (non un tribunale ordinario) per ingresso illegale in Israele. Alcune delle navi degli attivisti saranno confiscate e altre saranno affondate.

«In questa fase di un equilibrio che è estremamente delicato, di fronte a una possibilità che sarebbe storica, insistere in una iniziativa che ha dei margini di pericolosità e di irresponsabilità, io continuo a non capirlo». Lo dice la premier Giorgia Meloni in un punto stampa a Copenaghen, a una domanda sulla Global Sumud Flotilla. «Insistere su un’iniziativa del genere continuo a non capirlo: in questa fase in cui tutti dovrebbero capire che attendere durante un negoziato di pace è la cosa più giusta». ha aggiunto la premier. «Penso che il rischio di un’iniziativa che diceva di nascere per questione umanitaria, ma poi invece era per forzare un blocco navale, assume dei contorni incredibili in questa fase: ma forse alleviare le sofferenze del popolo palestinese non erano le priorità», ha aggiunto Meloni.

Il ministro degli Esteri israeliano Sa’ar: non è troppo tardi, consegnate aiuti a Cipro

Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sàar lancia un ultimo appello agli attivisti a bordo: «L’equipaggio delle imbarcazioni della flotta della missione Global Sumud Flotilla è ancora in tempo per consegnare gli aiuti di cui dispone attraverso il porto di Cipro, il porto turistico (israeliano) di Ashkelon o qualsiasi altro porto della regione disposto ad accoglierli», ha detto il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa’ar, in una nota su X. «Anche Grecia e Spagna si sono unite alla proposta italiana rivolta alla Flotilla di accettare l’offerta del Patriarcato latino di Gerusalemme di consegnare in sicurezza gli aiuti destinati a minori, donne e uomini di Gaza. Da ogni dove si chiede che questa provocazione Hamas-Sumud cessi», ha sottolineato il titolare della diplomazia israeliana.

Appello Italia-Grecia a Israele: garantire sicurezza Flotilla

«L’Italia e la Grecia seguono attentamente gli sviluppi della Global Sumud Flotilla e si appellano alle autorità israeliane per garantire la sicurezza e l’incolumità dei partecipanti e consentire ogni azione di tutela consolare». Lo comunica la Farnesina in una nota. «Noi, ministri degli Affari Esteri della Repubblica Italiana e della Repubblica Ellenica, facciamo appello alle donne e agli uomini della Flotilla  affinché accettino la disponibilità offerta dal Patriarcato latino di Gerusalemme a consegnare in sicurezza gli aiuti destinati in solidarietà ai bambini, alle donne e agli uomini di Gaza», si legge. «Grazie all’iniziativa diplomatica del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, per la prima volta sussiste una concreta possibilità di porre fine a questo brutale conflitto e alle sofferenze della popolazione palestinese, anche attraverso un pieno accesso umanitario. Italia e Grecia ribadiscono la necessità di garantire l’accesso umanitario a Gaza e di raggiungere al più presto un cessate il fuoco. In questo frangente così delicato, occorre astenersi da iniziative che potrebbero essere strumentalizzate da coloro che ancora rifiutano la pace».

Sommergibile e navi israeliane intorno alle imbarcazioni

Secondo gli attivisti, nella notte tra il 30 settembre e il 1 ottobre, due imbarcazioni della Flotilla sarebbero state danneggiate ai sistemi di navigazione da un attacco informatico israeliano, e sono avvistati una trentina di droni.

Nel corso della mattinata del 1 ottobre le barche sono a 100 miglia dalla terraferma, scortate dall’Idf che al momento ancora non abborda.

«Siamo esattamente a 120 miglia da Gaza» spiega in un video registrato all’alba il giornalista Lorenzo D’Agostino, a bordo di una delle navi »e forse ci arriveremo: un giorno di navigazione, non di più. Però purtroppo ci sono dei cani rabbiosi che hanno iniziato a circondarci dalle 03:30 di stamattina. Ci girano ancora intorno, hanno prima disattivato le comunicazioni della nave madre Alma, poi di quella che aveva preso il comando al posto suo. È stato avvistato un sommergibile, poi una nave militare, a quello che ci dicono, e poi sono scomparse. Ora siamo qui, abbiamo ripreso la navigazione, perché dovranno fermarci con la forza, l’unica ragione che sanno far valere».

Quindi di nuovo l’appello alle piazze: «L’unica speranza che abbiamo in questo momento, morti di sonno e di fatica, è quella delle persone che si faranno sentire da terra. Perché non bisogna smettere di crederci e non bisogna smettere di alzare la voce e di riempire le piazze».

Copasir segue aggiornamenti Flotilla

Anche il Copasir si è mosso rispetto alla Global Sumud Flotilla e sta seguendo gli eventi legati alla missione degli attivisti che sono ora in navigazione verso Gaza. Il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica ha chiesto e ricevuto aggiornamenti sull’evoluzione della situazione ad Aisi ed Aise.

Madrid: Flotilla non entri in zona esclusiva, Furor non seguirà

Il governo spagnolo ha «fortemente» raccomandato ai membri della Global Sumud Flotilla di non entrare, nelle attuali circostanze, nella zona di esclusione stabilita da Israele nelle acque antistanti Gaza, «poiché farlo porrebbe a rischio severo la loro stessa incolumità», secondo fonti ufficiali riferite dall’agenzia Efe.

La nave militare Furor inviata da Madrid «si trova già in un raggio operativo per realizzare operazioni di salvataggio, se fossero necessarie» segnalano le fonti. Ma si avverte che «la nave non potrà entrare nella zona di esclusione stabilita dall'esercito israeliano poiché metterebbe a rischio l'integrità fisica dell’equipaggio e quella della stessa Flotilla». Il governo spagnolo evidenzia che la missione della Global Sumud «è encomiabile e legittima» ma che «la vita dei suoi componenti deve venire anzitutto».

Da parte sua, l’organizzazione della Flotilla in un comunicato ritiene che Madrid abbia rinunciato a prestarle «la protezione necessaria per arrivare» alle coste di Gaza con gli aiuti umanitari. «Per azione e omissione, il governo spagnolo diventa un complice di quanto potrà accadere», si denuncia, dopo la richiesta di non superare la zona di esclusione segnata da Israele in acque internazionali a 120 miglia nautiche (193Km) da Gaza. (riproduzione riservata)

(articolo in aggiornamento)



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