Garofalo Health Care chiude in rialzo del 3,6% a 5,20 euro dopo l’acquisto della Casa di Cura Città di Roma, struttura polispecialistica per acuti accreditata con il Servizio Sanitario nazionale.
Con l'acquisizione di Città di Roma, commentano gli analisti di Equita Sim (rating buy, prezzo obiettivo a 6,5 euro), il gruppo «può completare l'importante piano di riorganizzazione delle proprie attività nel Lazio (che include la creazione del nuovo Centro Cuore), con il deal che a regime (in due anni dal closing) è atteso portare un contributo addizionale di 3 milioni euro di ebitda (circa il 4% dell'ebitda di Garofalo nel 2024). Il prezzo di acquisizione si basa su una valutazione Ev di 20,7 milioni (equity pari a 15,2 mln) con un multiplo implicito a regime (stimiamo nel 2027) di circa 6,5 volte l'Ev/ebitda.
Il deal include l'asset real estate che, da quanto indicato dalla ceo di Garofalo, avrebbe un valore superiore al valore pagato per l'intera società. Il deal è finanziato da mezzi propri e da debito. «Pensiamo che il closing dell'operazione possa avvenire verso la fine dell'anno», dicono gli analisti. Gli esperti stimano «preliminarmente dal deal un contributo a bassa singola cifra» percentuale «sull'ebitda 2026/2027 con Eps accretion a bassa singola cifra dal 2027 (sostanzialmente neutrale sul 2026)».
Nel complesso, «si tratta di un deal di piccola dimensione per il gruppo ma a nostro avviso strategico in quanto: con tre strutture di dimensioni rilevanti (Aurelia Hospital, European Hospital e Città di Roma) Garofalo può riallocare la propria offerta sanitaria evitando duplicazioni e inefficienze lato costi e focalizzando ogni struttura su ambiti sanitari distinti e univoci; permette di accelerare il percorso di riorganizzazione e creazione di valore delle attività nel Lazio che sono attese portare nei prossimi 3 anni oltre 12 milioni di ebitda aggiuntivo (circa 15% dell'ebitda 2024) - da 6 milioni del 2024 a 18 milioni del 2028 di cui 15 milioni gruppo Aurelia (incluso Centro Cuore) e 3 milioni città di Roma», aggiungono gli esperti.
«Con questo deal, la delivery sui target di ristrutturazione e rilancio del perimetro laziale diventa ancora più determinante per l'equity story della società essendo il primo driver di crescita nei prossimi anni», conclude Equita Sim. (riproduzione riservata)