Foxconn avrebbe firmato un accordo con lo Stato federato indiano del Tamil Nadu per investire 16 miliardi di rupie (che corrispondono a 194 milioni di dollari circa) in una nuova fabbrica per l’assemblaggio di componenti elettroniche. La struttura sarà predisposta nel distretto di Kancheepuram e creerà 6000 posti di lavoro secondo il governo indiano.
La costruzione del sito, su cui riporta Reuters, è separata dai piani di ampliamento delle dimensioni del campus vicino a Channai (dove Foxconn impiega 40 mila lavoratori per l’assemblaggio degli iPhone di Apple e pianifica di quadruplicare il numero di dipendenti), ma rientra nella stessa direzione. Come altri player high tech, il gruppo con quartiere generale a Taiwan sta cercando di diversificare gli investimenti effettuati in Cina nel corso degli anni.
Le motivazioni sono varie: in primo piano ci sono le tensioni tra gli Stati Uniti e Cina, che hanno spinto anche l’investitore miliardario Warren Buffett a vendere, poco dopo averla acquistata, la propria posizione di Tsmc. In secondo luogo, i gruppi come Foxconn sono stati duramente colpiti dalle misure Covid zero del governo guidato da Xi Jinping. Le stesse misure stanno ora mettendo in crisi la crescita dell’economia nel post pandemia.
Oltre alla nuova struttura nel Tamil Nadu, Foxcon ha annunciato due investimenti in India: uno da 500 milioni e uno da 700 milioni di dollari
I gesti di Foxconn confermano il trend di de-risking dei grandi gruppi tecnologici asiatici e ribadiscono il successo della politica industriale del Presidente dell’India, Narendra Modi. Reuters riporta, infatti, che il costruttore di equipaggiamento per la produzione di semiconduttori Disco (che ha il quartier generale in Giappone) vorrebbe stabilire una sede in India «per supportare i propri clienti e come base per il marketing per l’industria della regione». (riproduzione riservata)