Nell’attuale ondata globale di digitalizzazione, un invisibile “divario digitale” aggrava gli squilibri nello sviluppo globale. In questo contesto, il Forum sull’Economia Digitale dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (Sco), svoltosi di recente a Tianjin nel 2025, ha offerto una piattaforma fondamentale per affrontare questa sfida. L’implementazione di nuovi risultati dimostra che un «ponte digitale» che collega i Paesi sta diventando sempre più solido. Questa non è solo una cooperazione economica regionale approfondita, ma rappresenta un nuovo paradigma di governance digitale. La Sco, l’organizzazione regionale più popolosa e vasta al mondo, vanta enormi potenzialità per l’economia digitale e ampie prospettive di collaborazione e i suoi Stati membri hanno condiviso un obiettivo comune: rafforzare la cooperazione nel campo digitale e ridurne il divario. Questo consenso si fonda sul cosiddetto Spirito di Shanghai, che promuove uno sviluppo condiviso.
In questo quadro di collaborazione, la Cina ha esteso scenari di trasformazione digitale a oltre 20 Stati membri, osservatori e partner di dialogo. Secondo il Ministero dell’Industria e dell’Informazione, la Cina ha realizzato oltre 30 mila fabbriche intelligenti di base, 230 di eccellenza e 421 modelli nazionali. Nel primo trimestre del 2025, il settore digitale ha generato un fatturato di 8.500 miliardi di yuan (circa 1190 miliardi di dollari), con una crescita del 9,4%, e il comparto manifatturiero è cresciuto del 10,4%.
Con una popolazione pari a quasi la metà del mondo e un pil che rappresenta un quarto del totale globale, gli Stati membri della Sco non solo stanno digitalizzando le proprie industrie, ma stanno anche esportando tecnologie digitali cinesi per potenziare la produzione intelligente negli altri Paesi dell’organizzazione. Per esempio, in Kirghizistan, aziende cinesi hanno contribuito alla copertura 5G nelle principali città, portando la penetrazione di Internet dal 43% al 70%; in Tagikistan, una piattaforma di telemedicina sviluppata con la Cina offre consulti remoti nelle aree isolate; dieci “laboratori di Luban” nei Paesi della Sco combinano formazione accademica e professionale per talenti digitali.
Secondo dati verificabili, questo modello di cooperazione ha registrato miglioramenti significativi in settori come sanità, istruzione e digitalizzazione delle Pmi.
Nel commercio elettronico transfrontaliero, gli scambi digitali tra Stati membri registrano una rapida crescita: nel 2024, il retail online della Sco ha superato i 3.200 miliardi di dollari. In futuro, i Paesi della Sco puntano a rafforzare la fiducia reciproca sui dati, promuovere la trasformazione digitale delle industrie tradizionali, allineare domanda e offerta di progetti e realizzare iniziative digitali “piccole ma efficaci”.
Questo benessere digitale, incentrato sulle persone rappresenta la proposta cinese per l’era della civiltà digitale. Dai sistemi di intelligenza artificiale ai pagamenti mobile, fino ai robot intelligenti per la pulizia e la gestione delle serrature, questi strumenti aprono infinite possibilità. Il segretario generale della SCO, Nurlan Yermekbayev, ha osservato: “Lo sviluppo digitale permea ogni aspetto della vita, rivoluzionando la produzione e migliorando il benessere sociale. La Cina, come presidente di turno, ha dato un impulso straordinario al progresso digitale della SCO.”
Dall’infrastruttura cloud e dei data center, al flusso transfrontaliero dei dati e alla governance digitale internazionale, fino alla collaborazione tra think tank e alla formazione di talenti, che si approfondisce sempre più, questo legame digitale diventerà sempre più resistente e ampio.