La replica del governo italiano alle accuse del premier francese François Bayrou, mosse domenica 31 agosto durante un’intervista, di «dumping fiscale» non si è fatta attendere. Giorgia Meloni ha commentato su X senza mezzi termini: «L’economia italiana è attrattiva e va meglio di altre grazie alla stabilità e credibilità della nostra nazione. L’Italia non applica politiche di immotivato favore fiscale per attrarre aziende europee e, con questo governo, ha addirittura raddoppiato l’onere fiscale forfettario in vigore dal 2016 a carico delle persone fisiche che trasferiscono la residenza in Italia». Dopo Meloni, a rafforzare la tesi, è arrivata una nota della Lega, che ha definito «grave e inaccettabile attacco all’Italia, ai suoi imprenditori e ai suoi lavoratori, da parte di un governo francese ormai in piena crisi. Lasciamo a loro nervosismo e polemiche, noi preferiamo lavorare».
Aldilà della polemica con il governo francese, che punta il dito sulla cosiddetta «flat tax», i numeri parlano chiaro: se l’Italia sta dimostrando di saper attrarre i super-ricchi, non è così per la Francia, da cui al contrario i miliardari fuggono. Per fare un confronto ci sono i dati (riportati su Milano Finanza nello scorso 23 agosto) della ricerca svolta da Henley & Partners, società specializzata nella consulenza per i programmi di cittadinanza e residenza, che stima in 3.600 gli high-net-worth individuals (Hnwi), cioè persone con una ricchezza liquida investibile da un milione di euro e oltre, che decideranno quest’anno di trasferirsi in Italia, per un patrimonio totale di circa 21 miliardi di dollari. Dal 2014 al 2024 il flusso di arrivi è aumentato del 20%. Al contrario hanno lasciato la Francia circa 800 milionari, con un flusso di arrivi che, nello stesso periodo considerato, è salito solo del 7%.
Nella classifica generale dei Paesi più attraenti per i benestanti, l’Italia è al terzo posto, avendo scalzato la Svizzera (+3.000 Hnwi), fino a poco tempo fa considerata una meta privilegiata in Europa, che è scesa in quarta posizione. Il podio resta invece saldamente occupato dagli Emirati Arabi (+9.800) e dagli Stati Uniti (+7.500). A livello internazionale la migrazione dei grandi patrimoni, anche a causa della crescente instabilità geopolitica, fanno notare gli esperti di Henley & Partners, sta accelerando, tanto da essere raddoppiata nell’ultimo decennio.
Le ragioni della scalata dell’Italia, e dell’aumentata capacità di attrazione della Penisola, sono legate, oltre che alla qualità della vita, ai vantaggi della «tassa piatta» introdotta nel 2017, che consente a chi decide di traslocare in Italia una tassazione forfettaria di 200 mila euro all’anno (raddoppiata dai 100 mila euro iniziali) sui redditi realizzati all’estero, più 25 mila euro per ogni familiare a carico. Il regime fiscale speciale, noto anche come norma «CR7» (dal calciatore Cristiano Rolando che ne aveva beneficiato), si applica per esempio, su dividendi da azioni, interessi di obbligazioni, plusvalenze da cessione di imprese, successioni o donazioni quando maturati all’estero. Per i redditi maturati in Italia vigono invece le normali trattenute fiscali. «Sommando il costo del fisco e delle abitazioni» si legge nel report Henley & Partners , «molti clienti hanno realizzato che l’Italia è più conveniente del principato di Monaco», dove le tasse sono a zero. È così che Milano, e in seconda battuta Roma, sono diventate mete ambite dai Paperoni, contribuendo a far lievitare i prezzi degli immobili di lusso, che hanno toccato cifre record.
I flussi dei super ricchi si dirigono verso alcuni Paesi, ma escono da altri. L’esempio più clamoroso è il Regno Unito. A causa dell’abolizione, a partire dall’aprile scorso, del regime fiscale dei residenti non domiciliati («non-dom»), che per decenni ha garantito ai Paperoni globali una tassazione di favore sui redditi di fonte estera, il Paese registrerà il più grande deflusso netto di individui ad alto patrimonio da quando gli esperti di Henley & Partners e New World Wealth hanno iniziato a monitorare la migrazione dei milionari dieci anni fa. Nel dettaglio, secondo l'Henley Private Wealth Migration Report 2025, il Regno Unito perderà in totale 16.500 milionari nel 2025. (riproduzione riservata)