Finora quest'anno il settore fintech europeo ha sottoperformato rispetto al mercato azionario e al comparto tecnologico in generale, come sottolineato da Citi. Gli analisti della banca di investimento restano cauti sul comparto nel primo trimestre, per via delle forti pressioni macroeconomiche che hanno più che compensato livelli di valutazione relativamente allettanti rispetto all'andamento storico. Gli economisti di Citi hanno tagliato le stime del pil di diverse nazioni, con quello del Belgio che dal 4% passa al 2,4%, dell'Italia dal 3,2% all'1,8% e della Germania dal 3% all'1,7%. "Le stime su tutta la nostra copertura fintech sono inferiori di un valore compreso tra l'1% e il 3% rispetto al consenso sulle vendite e sull'ebit per il primo trimestre per il 2022 e il 2023", scrivono gli analisti di Citi. "I nostri target price sono stati abbassati sia per scontare tali ribassi delle stime sia per includere l'aumento dei rendimenti e il peggioramento del sentiment sulle azioni più esposte alla spesa dei consumatori".
Nonostante la partenza non ottimale del 2022, gli analisti ritengono che per il settore "i driver di crescita strutturale a lungo termine siano ancora intatti, vale a dire l'abbandono del contante, l'aumento dell'e-commerce, una maggior attività transfrontaliera e il sostegno della regolamentazione, oltre ai consolidamenti che quest'anno rappresenteranno ancora un tema significativo." Secondo un report pubblicato da Fis/Worldpay sui pagamenti globali, l'utilizzo del contante in Europa è calato dal 27,4% del 2020 al 15,4% del 2021. L'avversione per il cash sarà probabilmente accelerata, mentre il miglioramento del settore dei viaggi potrebbe fornire un sostegno ai servizi con i margini più alti, come la Dynamic Currency Conversion (Dcc), ovvero il processo con cui l'ammontare di una transazione effettuata con carta di credito viene convertito nella valuta del Paese che ha emesso lo strumento di pagamento.
Inoltre, sta aumentando la complessità delle transazioni, dai semplici pagamenti mobile al Buy Now Pay Later. Le banche dovranno affrontare molteplici punti di debolezza che vanno dalla concorrenza emergente al costo dei sistemi legacy (obsoleti). Ciò crea per le banche sfide nel fornire le tecnologie di pagamento necessarie ai commercianti locali, creando opportunità per i fornitori di servizi di pagamento attraverso guadagni di quote di mercato o opportunità di consolidamento. "Nei risultati del 2021 Worldline ha segnalato di aver visto un numero record di banche attualmente sottoposte a revisioni strategiche, il che potrebbe comportare potenzialmente la vendita di un certo numero di asset di pagamento", riporta l'analisi. "Prevediamo anche la necessità fondamentale per le banche di aggiornare i sistemi IT datati, anche se nel breve termine notiamo uno scarso appetito per grandi progetti di trasformazione nell'ambito del core banking".
"Preferiamo le aziende di pagamento multicanale come Worldline e Nexi rispetto a quelle legate solo all'online come Adyen e Wise, che a nostro avviso hanno stime di crescita di consenso eccessive. I trend mostrati da Google Mobility e dai nostri dati sui voli aerei suggeriscono un miglioramento nel primo trimestre degli acquisti in-store e del settore dei viaggi rispetto ai lockdown, ma il confronto si fa più duro nella seconda parte dell'anno." Attualmente l'ordine di preferenza degli esperti è il seguente: la favorita è Worldline, coperta con un rating buy e un target price da 62 a 68 euro. Attualmente il prezzo del titolo della multinazionale francese è pari a 36,20 euro (-0,25%). Seconda Nexi con un rating neutral e un target price che passa da 16 a 10,80 euro. L'azione attualmente cede il 2,30% a 9,25 euro a Piazza Affari. Seguono la svizzera Temenos con un rating neutral e un target price abbassato da 110 a 88 franchi svizzeri, oggi in ribasso dell'1,70% a 85,82 franchi, e l'olandese Adyen con un rating sell e un target price a 1.750 euro, che oggi arretra del 3,15% a 1.661,40 euro. Wise risulta fanalino di coda nelle preferenze della banca d'affari che ha sul titolo un rating sell e un target price ritoccato da 6,60 a 4,60 sterline. Attualmente Wise perde il 3,04% a 4,543 sterline alla Borsa di Londra. (riproduzione riservata)