Non ci sono stati solo la riduzione degli investimenti, il maggiore costo del denaro e il calo dei consumi. Il 2023 è stato un anno nero per il mondo della finanza digitale anche in termini di sanzioni ricevute.
Per la prima volta infatti i gruppi di fintech e criptovalute sono stati multati di più per mancati controlli rispetto all’intero sistema finanziario tradizionale, mentre le autorità globali hanno colpito i flussi illeciti di denaro transitati attraverso le start up digitali.
I dati analizzati dal Financial Times hanno mostrato che lo scorso anno le società di criptovalute e pagamenti digitali hanno pagato multe per 5,8 miliardi di dollari per carenze di controlli e problematiche di antiriciclaggio, oltre che per altri casi di criminalità finanziaria.
La cifra complessiva, che include la maxi-sanzione contro l'exchange di criptovalute Binance, ha ampiamente superato gli 835 milioni di dollari versati dai gruppi di servizi finanziari tradizionali lo scorso anno, il dato più basso in un decennio.
Dennis Kelleher, ceo di Better Markets con sede a Washington, sostiene una regolamentazione più severa. Ha spiegato a FT che i numeri riflettono più le cattive pratiche nei nuovi angoli della finanza che un miglioramento nelle banche tradizionali.
I dati, raccolti da Fenergo, mostrano che il totale delle multe per riciclaggio di denaro e altre violazioni di crimini finanziari è aumentato di oltre il 30%, raggiungendo i 6,6 miliardi di dollari, ma è rimasto ben al di sotto del picco del 2015 di 11,3 miliardi di dollari.
I numeri inoltre sono stati fortemente influenzati da multe multimiliardarie, come quella dello scorso anno contro Binance, la sanzione da 8,9 miliardi di dollari di Bnp Paribas e quella da 5 miliardi di dollari subita Goldman Sachs nel 2020 per la vicenda relativa al fondo sovrano della Malesia.
Le società di criptovalute hanno registrato in media 11 multe contro una media di meno di due all'anno nei cinque anni precedenti, mentre le società di pagamento hanno subito 27 multe rispetto a una media di circa cinque all'anno dal 2018 al 2022. Quasi tutti i gruppi di pagamento sanzionati avevano meno di 20 anni di attività alle spalle. (riproduzione riservata)