La Bce dovrebbe terminare la stretta monetaria, fare più affidamento sulle proiezioni economiche di medio termine e dare più visibilità al mercato sulla direzione attesa dei tassi, abbandonando le decisioni «riunione per riunione». Sono questi i passi necessari, secondo il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta, per adattarsi a una «nuova fase» economica nella quale sono svanite le incertezze legate alla pandemia e l’inflazione è meno volatile e ormai vicina all’obiettivo del 2% nel medio termine.
Panetta, in un intervento alla Bocconi, ha evidenziato innanzitutto che «le condizioni monetarie restrittive non sono più necessarie» con una domanda stagnante e l’inflazione a un passo dal target. Ora per il governatore di Bankitalia occorre «focalizzarsi di più sulla debolezza dell’economia reale: senza una ripresa sostenuta, l’inflazione rischia di essere spinta ben al di sotto dell’obiettivo, aprendo uno scenario che sarebbe difficile da contrastare per la politica monetaria e che quindi andrebbe evitato». In questo quadro la Bce dovrebbe tornare alle misure straordinarie viste nell’era Draghi come il Quantitative Easing, su cui è già ora forte l’opposizione dei membri tedeschi del consiglio Bce, Isabel Schnabel e Joachim Nagel.
Per Panetta occorre evitare il rischio di undershooting dell’inflazione eliminando la restrizione monetaria e tornando a un orientamento neutrale o anche espansivo «se necessario». Il governatore di Bankitalia ha rimarcato che «non è blasfemo» scendere sotto il tasso neutrale: in passato è accaduto spesso a Fed e Bce. Panetta ha ricordato il problema della difficile individuazione del tasso neutrale, ma ha osservato che non è necessario preoccuparsene ora, poiché quel tasso è comunque lontano e la Bce potrebbe scendere anche al di sotto di quel livello.
Per Panetta, inoltre, la Bce dovrebbe tornare a un approccio «forward-looking». Negli ultimi anni la banca centrale ha fatto attenzione soprattutto ai dati relativi al passato (backward-looking), mettendo in secondo piano le proiezioni a causa dell’incertezza delle previsioni in tempi di pandemia. Da alcuni mesi, tuttavia, le proiezioni sono diventate meno variabili. L’economia è diventata meno incerta. Così la Bce può tornare a guardare alle prospettive di medio termine, quelle decisive per il mandato della banca centrale.
Da ultimo, secondo Panetta, la comunicazione Bce deve cambiare in modo da fornire «più indicazioni prospettiche (guidance) sull’evoluzione attesa della politica monetaria». Così, ha aggiunto, le imprese, le famiglie e gli operatori finanziari potranno avere più chiarezza sui tassi, sostenendo consumi e investimenti. «È tempo per la Bce di dare indicazioni più esplicite sulle sue intenzioni», ha osservato.
In dettaglio, secondo Panetta, Francoforte dovrebbe rimuovere l’impegno a tassi «restrittivi per il tempo necessario» e a decisioni «riunione per riunione», non più coerenti con un approccio di medio termine. Il governatore di Bankitalia ha osservato che la Bce dovrebbe fornire invece una «guidance direzionale» che spinga la domanda pur senza tradursi in una piena forward guidance che legherebbe troppo le mani della banca centrale.
Queste risposte della Bce, secondo Panetta, sono opportune considerando la discesa dell’inflazione più rapida di quanto previsto da alcuni: la teoria di un «ultimo miglio» difficile, sostenuta soprattutto da Schnabel, si è rilevata «infondata», ha aggiunto Panetta che non condivide i timori dei falchi su un nuovo rialzo dell’inflazione legato a servizi e salari. Il governatore di Bankitalia è invece preoccupato per la stagnazione di fatto dell’Eurozona da fine 2022. Da allora l’economia è stata sostenuta solo dalla domanda estera, su cui ora pesa l’incognita dei dazi, anche se Panetta ha detto che per ora «non sappiamo» quale sarà l’effetto delle politiche di Donald Trump.
Rispondendo alle domande degli studenti, il governatore ha aggiunto che il malato d’Europa oggi non è più l’Italia e potrebbe essere la Germania. L’Ue, ha detto, non ha alternative alle riforme strutturali, come quelle suggerite da Mario Draghi ed Enrico Letta, se vuole competere con Usa e Cina. Sulle regole di Basilea 3, Panetta ha invece invitato a non iniziare «una corsa al ribasso». Intanto è emerso da uno stress test delle autorità di vigilanza Ue che è «improbabile che i rischi di transizione climatica da soli minaccino la stabilità finanziaria». (riproduzione riservata)