Nei primi sette mesi del 2025 l'Italia ha esportato beni per 384,2 miliardi di euro, in aumento del 2,9% rispetto a luglio 2024. La crescita delle vendite all’estero ha riguardato sia i mercati Ue (+3,1%) sia quelli extra europei (+2,7%).
Questa la fotografia scattata da Istat. Risultati particolarmente positivi «in un quadro geopolitico e macroeconomico complesso come quello odierno» che permettono di continuare ad avere come obiettivo «quello di raggiungere i 700 miliardi di euro di export entro al fine della legislatura», ha commentato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani.
A trainare la crescita tendenziale sono le maggiori vendite di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+37,2%), mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli (+13,9%), prodotti alimentari, bevande e tabacco (+5,3%) e metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+3,9%). Per tutti gli altri settori, invece, l’Istat rileva diminuzioni nelle vendite: le più ampie per coke e prodotti petroliferi raffinati (-18,8%) e autoveicoli (-9,7%).
Da notare, segnala il ministro Tajani, che «le nostre esportazioni sono aumentate in maniera significativa verso i Paesi extra Ue che sono al centro del Piano d'azione per l'export che abbiamo lanciato a marzo». In particolare, si è registrato un aumento delle vendite verso la Svizzera (+12,8%), la Spagna (+12,1%), gli Stati Uniti (+10,2%), i Paesi Opec (+9,6%), i Paesi Asean e il Medio Oriente (entrambi +7,8%), Repubblica Ceca (+5,9%), Austria (+4,5%), Paesi Mercosur (+4,4%), Polonia e Belgio (entrambi +3,4%), Romania (+3,3%), Germania e Giappone (entrambi +2,4%), Francia e India (entrambi +2,3%) e Regno Unito (+2%). (riproduzione riservata)