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Ex Ilva, il Mimit apre il negoziato con Flacks Group: i possibili scenari e l’interesse dei big italiani

30 gennaio 2026, 16:44

Si apre la penultima fase della cessione di Acciaierie d’Italia, con il mandato di negoziare la vendita. I commissari sentiranno i sindacati e vaglieranno possibili partnership industriali con player nazionali 

La vendita di Acciaierie d’Italia al fondo americano Flacks Group appare sempre più vicina. Il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha conferito mandato ufficiale ai commissari straordinari di Ilva (Giancarlo Quaranta, Giovanni Fiori e Davide Tabarelli) di dar corso alla negoziazione, in vista della cessione del complesso siderurgico al gruppo statunitense, fondato da Michael Flacks. 

Nella nota diramata venerdì 30 gennaio, il Mimit specifica che, nelle negoziazioni, i commissari dovranno tener conto del «consolidamento di possibili partenariati industriali» e aver riguardo delle procedure previste dall'art. 47 della Legge 428/1990 in merito alle consultazioni sindacali. Un diktat che comporta la convocazione delle parti sociali per un nuovo tavolo e l’avvio di incontri con aziende italiane siderurgiche interessate a entrare nel capitale della futura nuova Ilva. 

Come può cambiare Acciaierie d’Italia

Una delle prime cose che cambierà è la compagine sociale. Flacks Group, come confermato dallo stesso presidente, chiede la presenza dello Stato con una quota del 30% o del 40% (probabilmente attraverso Invitalia), che il fondo si impegna a rilevare in futuro pagando tra 500 milioni e 1 miliardo di euro. In aggiunta, però, prende corpo l’ipotesi di affiancare allo Stato un player industriale, possibilmente italiano. Danieli, Arvedi e Marcegaglia i papabili. 

Le voci in merito, circolate negli ultimi giorni, non sarebbero soltanto un auspicio di Federacciai, che per parlare del progetto ha convocato un vertice straordinario dell’associazione. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, l’ingresso di un’azienda siderurgica italiana nel capitale della futura Acciaieria d’Italia è allo studio di tecnici di Via Veneto. Ed è confermato dal mandato conferito dal ministro Adolfo Urso ai commissari straordinari.

Se l’obiettivo è quello di riportare la produzione di acciaio a 4 milioni di tonnellate annue, raddoppiando il livello attuale di un impianto che oggi vede attivo un solo altoforno e registra perdite stimate in 1 milione di euro al giorno, la presenza di un partner  industriale può essere preziosa. Ma le trattative sono appena iniziate. (riproduzione riservata)



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