Il 63% degli italiani pensa che le azioni dell’Unione europea abbiano un impatto positivo sulla loro vita quotidiana, più della media dei cittadini europei (50%). È quanto emerge dall’ultimo sondaggio Eurobarometro del Parlamento europeo sui cittadini di tutti i 27 stati membri, svolto dall’agenzia di ricerca Verian. La percezione negativa sul ruolo dell’Ue si attesta invece al 14% in Italia e al 18% a livello complessivo.
Non stupisce che in un contesto di incertezza geopolitica, la maggioranza degli europei intervistati ritenga che l'Ue dovrebbe assumere un ruolo più importante nella protezione dei suoi cittadini dalle crisi globali e dai rischi legati alla sicurezza (68%). La quasi totalità dei cittadini chiede inoltre che gli Stati membri dell'Ue siano più uniti (90%) e più di tre quarti pensano che l'Unione abbia bisogno di più mezzi per affrontare le sfide globali attuali (77%). Percentuale sale all’85% tra gli intervistati italiani.
Guardando alle sfide, a cui il Parlamento europeo dovrebbe dare priorità, vengono citati innanzitutto l'inflazione, l'aumento dei prezzi e il costo della vita (41%), la difesa e la sicurezza (34%) e la lotta contro la povertà e l'esclusione sociale (31%). Per il 46% degli italiani la priorità è di occuparsi del contrasto all’inflazione. Da notare poi che quasi otto europei su dieci ritengono che il compito di finanziare progetti debba spettare sempre di più all'Ue nel suo complesso, piuttosto che ai singoli Stati membri (78%). (riproduzione riservata)