I prezzi del petrolio salgono, mentre proseguono gli attacchi missilistici tra Israele e Iran e il presidente, Donald Trump, deve ancora sciogliere la riserva su un’eventuale entrata in guerra degli Stati Uniti. I futures sul Brent crescono dell’1,40% a 77,58 dollari il barile, dopo essere balzati ai massimi da quasi cinque mesi a 78,50 dollari lo scorso 13 giugno, quando sono iniziati gli attacchi di Tel Aviv, e quelli sul Wti dell’1,44% a 74,56 dollari il barile.
L'Iran è il terzo produttore tra i membri Opec con circa 3,3 milioni di barili al giorno di greggio. Inoltre, circa 18-21 milioni di barili al giorno di greggio e prodotti petroliferi passano per lo Stretto di Hormuz, lungo la costa meridionale dell'Iran, e si teme che le ostilità possano interrompere i flussi commerciali. Lo scenario estremo che per Goldman Sachs e Société Générale può far correre i prezzi del greggio a 100 dollari al barile o oltre.
Per incorporare il premio per il rischio guerra, poiché gli sviluppi attuali suggeriscono l'inizio di un conflitto militare prolungato e un’escalation in Medio Oriente, AlphaValue ha alzato le sue previsioni sul prezzo del Brent a 75,5 dollari al barile per l'anno fiscale 2025, a 73 dollari al barile per il 2026 e a 68,3 dollari al barile per il 2027 (in precedenza 66, 65 e 63 dollari al barile, rispettivamente).
Il rally dei prezzi dell’oro nero ha naturalmente un effetto positivo sugli utili delle società del settore petrolifero. In quest’ottica, AlphaValue ha alzato le stime di utile per azione (eps) di Galp Energia (rating add e target price a 20,2 euro; upside del 28,2%) per il 2025 da 1,03 a 1,21 euro per azione e per il 2026 da 1,20 a 1,39 euro per azione, anche perché la scoperta di Mopane promette una crescita importante per il gruppo portoghese.
Nel caso di Eni le stime di eps salgono da 1,56 a 1,77 euro per il 2025 e da 1,72 a 1,89 euro per il 2026, ma anche il target price è stato ritoccato al rialzo da 16 a 17,3 euro (rating add, upside del 22,2%). La collaudata strategia satellite è alla base della generazione degli utili del colosso oil italiano.
Per quanto riguarda Shell (rating add e target price a 3.235 pence; upside del 21,3%) le stime di eps salgono da 2,99 a 3,60 dollari per il 2025 e da 3,08 a 3,50 dollari per il 2026. La focalizzazione sui progetti ad alto rendimento sostiene un interessante rendimento azionario, secondo AlphaValue.
Come per Eni, il broker ha alzato anche il target price di Omv da 55,1 a 58 euro (upside 27,2%) e le stime di eps da 5,78 a 6,55 euro per il 2025 e da 6,04 a 6,71 euro per il 2026. Il raffinatore austriaco vanta un bilancio solido che finanzia un rendimento elevato.
Stesso copione per Bp. La revisione della strategia migliora le prospettive di crescita del colosso britannico per cui il target price sale da 440 a 506 pence (add, upside del 31%) e le stime di eps 2025 da 0,47 a 0,59 dollari e 2026 da 0,51 a 0,61 dollari.
Viceversa, il rating sulla spagnola Repsol resta negativo (reduce) a causa del difficile contesto macroeconomico, ma il target price sale da 12,2 a 12,7 euro e le stime di eps 2025 da 1,99 a 2,21 euro e 2026 da 2,22 a 2,43 euro.
La francese TotalEnergies è un buon investimento di lungo termine nella buona e nella cattiva sorte. AlphaValue copre l’azione con un rating add e un target price a 66,9 euro (upside del 22,6%). Le stime di eps salgono addirittura da 6,58 a 7,67 euro per il 2026 e da 6,99 a 7,96 euro per il 2025.
Promossa, infine, la norvegese Equinor da reduce ad add (target price a 313 corone norvegesi), grazie all’aumento stabile della produzione in Norvegia che rafforza la redditività della divisione esplorazione e produzione (E&P). Le stime di utile per azione 2026 salgono da 3,04 a 3,43 dollari e quelle 2026 da 2,80 a 3,24 dollari. (riproduzione riservata)