La prima italiana, tra le 500 aziende con maggior fatturato nel mondo, compare nella posizione 104. Si tratta di Eni, che precede Enel (145) e altre tre società della Penisola nel ranking stilato da Kpmg (dominato dai giganti americani) e basato su dati Fortune Global 500. Venticinque anni fa, le italiane nella top 500 erano 10 e comprendevano brand storici come Fiat (40) e Olivetti (112), oltre all’Iri (Istituto per la Ricostruzione Industriale) e le principali banche.
La gara dei ricavi se la aggiudica Eni, con un fatturato di circa 94 miliardi di euro nel 2024 che le consente di stare davanti all’altro colosso energetico italiano, Enel, con quasi 93 miliardi (al 145esimo posto nella classifica di Kpmg).
Le altre tre società nell’elenco sono rappresentanti del settore bancario e assicurativo: Assicurazioni Generali (224esimo posto), Intesa Sanpaolo (255) e Unicredit (306). Tutte reduci da un 2024 record. Per le Assicurazioni Generali l’ultimo esercizio ha visto l’utile più alto della storia, a quota 3,8 miliardi di euro, mentre per Intesa Sanpaolo e Unicredit il 2024 ha portato i ricavi netti rispettivamente a 27,1 e 24,2 miliardi.
Scorrendo la top ten italiana, elaborata sempre da Kpmg ma su dati Mediobanca, il comparto energia/utilities esprime quattro imprese su 10: oltre ad Eni ed Enel, anche Gse (Gestore dei Servizi Energetici con 55 miliardi di fatturato nel 2024), Edison (15 miliardi), Hera (15 miliardi) e A2a (14 miliardi). I posti restanti sono occupati da Stellantis Europe (automotive), Tim (tlc), Prysmian (cavi sottomarini) e Leonardo (difesa).
Venticinque anni fa la stessa classifica era molto diversa. Solo Eni ed Enel erano nella top ten del 2000 – rispettivamente seconda con 31 miliardi di euro di fatturato e quarta con 21 miliardi – e si confermano in quella del 2025. Le altre otto società hanno smesso di esistere, oppure sono state superate, per dimensioni, da altri gruppi industriali.
Nel 2000 al vertice c’era l’Ifi (Istituto Finanziario Industriale), ovvero la holding della famiglia Agnelli che dal 2009, a seguito dell’incorporazione di Ifil (Istituto Finanziario Italiano Laniero) ha preso il nome di Exor (holding ora con sede nei Paesi Bassi e un valore netto del patrimonio di 36 miliardi al 30 giugno 2025). L’Ifi, secondo le stime Kpmg, nel 2000 fatturava circa 50 miliardi e distanziava Eni e Olivetti, terza con 28 miliardi e adesso nel gruppo Tim.
Al quinto posto, dopo Enel, c’era un altro conglomerato che nel frattempo è scomparso: l’Iri, con ricavi stimati per 18 miliardi. Alcuni dei suoi «pezzi», passati attraverso fusioni e ristrutturazioni aziendali, restano tra i principali gruppi industriali con altri nomi, come Tim e Leonardo. Completano la top ten di 25 anni fa la Compagnia di Partecipazioni Assicurative e Industriali, Pirelli, Poste Italiane, Parmalat ed Esso Italia. (riproduzione riservata)