Dopo mesi di turbolenze, critiche pubbliche, polemiche politiche e un crescente coinvolgimento nell’amministrazione Trump, Elon Musk torna a concentrarsi su Tesla e lo fa con un messaggio chiaro: riportare la casa americana al centro dell’innovazione tecnologica e rilanciare la sua visione originale di mobilità autonoma. In una lunga intervista concessa a Cnbc, il patron di Tesla affronta con franchezza e toni diretti i principali dossier aperti: dalla guida autonoma, alla concorrenza con colossi cinesi come Byd, fino al ruolo dell’intelligenza artificiale e alla licenza della tecnologia sviluppata internamente.
A colpire è anche il tono, tornato di nuovo più operativo, dell’imprenditore: dopo aver delegato e sperimentato, Musk promette di tornare al core business della sua creatura, occupandosi in prima persona dei prossimi passi decisivi per il futuro dell’azienda. L’obiettivo è ambizioso: portare sulle strade americane, già a partire da giugno, i primi robotaxi completamente autonomi, e avviare una nuova fase di crescita dopo un trimestre segnato da ricavi in calo e sfide industriali.
Non manca un confronto serrato sui temi della regolamentazione, della sicurezza, del modello di business per la guida autonoma e sull’impatto delle sue scelte pubbliche sul brand Tesla. Musk risponde punto per punto, tratteggiando uno scenario nel quale, dopo le difficoltà degli ultimi mesi la sua azienda vuol tornare a essere leader non solo nell’elettrico ma anche nella nuova mobilità basata sull’Intelligenza Artificiale. Ecco l’intervista integrale.
Risposta. Sì, abbiamo già auto in circolazione 24 ore su 24, con guidatori che non devono mai intervenire. Vogliamo essere molto cauti con il self-driving, quindi al momento prevediamo ancora la presenza di persone a bordo. Ma l’obiettivo è arrivare a veicoli completamente autonomi. Vogliamo essere certi della loro sicurezza, per questo stiamo testando migliaia di auto in questo momento.
R. Sì, nella prima settimana saranno circa una decina.
R. Valuteremo le prestazioni iniziali. È prudente partire con pochi veicoli. Se tutto funziona bene, aumenteremo progressivamente: 10 poi 20, 30, 40, e dopo un paio di mesi potremmo arrivare a mille auto. Poi espanderemo in altre città, come San Francisco e Los Angeles.
R. Il processo di approvazione è molto frammentato. A volte dipende anche dalla singola città. Ne abbiamo parlato con il Segretario ai Trasporti: sarebbe opportuno avere una regolamentazione nazionale. Senza un quadro comune, attraversare più Stati diventa complesso. Per esempio, servirebbe un set di regole condivise almeno per le autostrade. La mia previsione è che, entro la fine del prossimo anno, ci saranno centinaia di migliaia, forse più di un milione di Tesla autonome negli Stati Uniti.
R. Esatto, senza supervisione umana.
R. Sì, ci sarà un modello ibrido tra Uber e Airbnb. Se un proprietario di Tesla vuole, può aggiungere o togliere la propria auto dalla flotta, e generare entrate quando non la utilizza.
R. Le innovazioni accadono lentamente e poi all’improvviso. Passare da zero a uno richiede tempo, ma lo scaling può essere rapido. Se il sistema funziona ad Austin, potremo replicarlo in molte altre città. Ogni città ha caratteristiche diverse, ma molte sono simili ad Austin.
R. Sì, con l’opzione da 9.999 dollari puoi avere la guida autonoma con supervisione. La domanda ora è: quando potremo toglierla? Quando potrai sederti dietro e dormire, sapendo che arriverai a destinazione. Vogliamo che quel livello sia estremamente sicuro.
R. Il nostro approccio non si basa sul numero di sensori. L’Intelligenza Artificiale lavora meglio con un sistema semplice. Troppi sensori possono generare confusione. Abbiamo spento il radar proprio per evitare conflitti di segnale: meno è meglio.
R. Sì, potremmo già operare.
R. Sì, abbiamo già delle app. XAI potrebbe occuparsene. In ogni caso questo non è un problema tecnico complesso.
R. Alcuni produttori sono interessati. Più dimostreremo l’efficacia del self-driving, più aumenterà la domanda. Siamo aperti alla concessione di licenze.
R. Business Insider non è una pubblicazione credibile. Quel test era supervisionato e prevedeva la presenza del conducente. Non ha senso criticarci per un test fatto in quelle condizioni. Ad Austin abbiamo delimitato le aree operative con geofencing per garantire la sicurezza.
R. Sì, ma solo nelle aree che consideriamo sicure.
R. Sì. Siamo estremamente attenti alla sicurezza. Monitoreremo il comportamento delle auto e ridurremo l’intervento umano man mano che la fiducia crescerà.
R. In Cina non possiamo addestrare i nostri modelli con video delle strade locali, ma anche così Tesla ha ottenuto ottimi risultati. Abbiamo video impressionanti, anche se non raccomandiamo quei test. Siamo già attivi in modalità supervisionata. Ogni aggiornamento richiede un’approvazione, a volte affrontiamo ostacoli con gli altri produttori.
R. No.
R. Non penso a ciò che fanno i concorrenti. Mi concentro sul prodotto che voglio creare. Se ti concentri sul tuo obiettivo, il risultato sarà interessante.
R. Sì, ne sono fiducioso.
R. No. Credo nella libertà di parola. È il fondamento di una società democratica. Certo, ci sono limiti, ma ognuno dovrebbe poter dire ciò che pensa.
R. I media possono diffondere propaganda molto efficace. Ad esempio, sono stato accusato di essere un nazista per un gesto casuale durante un evento. È una falsità. Non ho mai fatto male a nessuno.
R. Abbiamo voluto verificare se i fondi pubblici erano ben spesi. Quando abbiamo chiesto prove degli aiuti ricevuti, spesso non ci hanno fornito nulla. Non si possono inviare soldi a chi non fornisce trasparenza. Quando combatti lo spreco, è normale che chi è colpito racconti storie a proprio favore.
R. È irrealistico pensare di risolvere tutto in poco tempo. In quattro mesi abbiamo migliorato il deficit di 160 miliardi, secondo alcune stime.
R. Gli effetti si vedranno nel 2026. Molti dipendenti hanno accettato il prepensionamento, ma i risparmi si materializzeranno solo a partire da ottobre. Il confronto va fatto tra l’intero anno 2026 e il 2025.
R. Stiamo esaminando ogni voce di bilancio.
R. Sì, noi possiamo solo consigliare. Serve il consenso dell’esecutivo, del legislativo e anche del giudiziario.
R. Perché le innovazioni chiave – guida autonoma e robot – guideranno il successo a lungo termine. Il calo è legato alla ristrutturazione degli impianti. Il modello Y, la più venduta al mondo, ha richiesto aggiornamenti e temporanee chiusure di stabilimenti.
R. Sì, assolutamente. Alla fine, quando un cliente acquista un prodotto, la posizione politica del ceo non è ciò che conta di più. E spesso neppure la conosce davvero. (riproduzione riservata)