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Elon Musk rilancia Tesla: robotaxi autonomi in strada già da giugno. L’intervista a Cnbc
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Elon Musk rilancia Tesla: robotaxi autonomi in strada già da giugno. L’intervista a Cnbc

di David Faber (Cnbc)
23 maggio 2025, 20:00

L’ad di Tesla torna al comando e punta sulla guida autonoma: robotaxi attivi da giugno, entro un anno un milione di auto senza conducente negli Usa. E lancia l’Airbnb dell’auto | IL VIDEO PARTE 1 | IL VIDEO PARTE 2

Dopo mesi di turbolenze, critiche pubbliche, polemiche politiche e un crescente coinvolgimento nell’amministrazione Trump, Elon Musk torna a concentrarsi su Tesla e lo fa con un messaggio chiaro: riportare la casa americana al centro dell’innovazione tecnologica e rilanciare la sua visione originale di mobilità autonoma. In una lunga intervista concessa a Cnbc, il patron di Tesla affronta con franchezza e toni diretti i principali dossier aperti: dalla guida autonoma, alla concorrenza con colossi cinesi come Byd, fino al ruolo dell’intelligenza artificiale e alla licenza della tecnologia sviluppata internamente.

Musk rilancia sui robotaxi e difende l’impegno politico

A colpire è anche il tono, tornato di nuovo più operativo, dell’imprenditore: dopo aver delegato e sperimentato, Musk promette di tornare al core business della sua creatura, occupandosi in prima persona dei prossimi passi decisivi per il futuro dell’azienda. L’obiettivo è ambizioso: portare sulle strade americane, già a partire da giugno, i primi robotaxi completamente autonomi, e avviare una nuova fase di crescita dopo un trimestre segnato da ricavi in calo e sfide industriali.

Non manca un confronto serrato sui temi della regolamentazione, della sicurezza, del modello di business per la guida autonoma e sull’impatto delle sue scelte pubbliche sul brand Tesla. Musk risponde punto per punto, tratteggiando uno scenario nel quale, dopo le difficoltà degli ultimi mesi la sua azienda vuol tornare a essere leader non solo nell’elettrico ma anche nella nuova mobilità basata sull’Intelligenza Artificiale. Ecco l’intervista integrale.

Domanda. Partiamo dai tanto attesi robotaxi: a giugno avranno la piena autonomia? Arriveremo finalmente alla guida autonoma?

Risposta. Sì, abbiamo già auto in circolazione 24 ore su 24, con guidatori che non devono mai intervenire. Vogliamo essere molto cauti con il self-driving, quindi al momento prevediamo ancora la presenza di persone a bordo. Ma l’obiettivo è arrivare a veicoli completamente autonomi. Vogliamo essere certi della loro sicurezza, per questo stiamo testando migliaia di auto in questo momento.

D. Le stime iniziali parlano di 10-12 veicoli attivi a giugno. È corretto?

R. Sì, nella prima settimana saranno circa una decina.

D. Come prevedete che cresca il numero?

R. Valuteremo le prestazioni iniziali. È prudente partire con pochi veicoli. Se tutto funziona bene, aumenteremo progressivamente: 10 poi 20, 30, 40, e dopo un paio di mesi potremmo arrivare a mille auto. Poi espanderemo in altre città, come San Francisco e Los Angeles.

D. Ma la regolamentazione varia da Stato a Stato. Come affrontate queste diversità?

R. Il processo di approvazione è molto frammentato. A volte dipende anche dalla singola città. Ne abbiamo parlato con il Segretario ai Trasporti: sarebbe opportuno avere una regolamentazione nazionale. Senza un quadro comune, attraversare più Stati diventa complesso. Per esempio, servirebbe un set di regole condivise almeno per le autostrade. La mia previsione è che, entro la fine del prossimo anno, ci saranno centinaia di migliaia, forse più di un milione di Tesla autonome negli Stati Uniti.

D. Ma parliamo di livello 4, quindi realmente autonome?

R. Esatto, senza supervisione umana.

D. Quindi chi possiede una Tesla con il software potrà farla circolare in autonomia?

R. Sì, ci sarà un modello ibrido tra Uber e Airbnb. Se un proprietario di Tesla vuole, può aggiungere o togliere la propria auto dalla flotta, e generare entrate quando non la utilizza.

D. Già nel 2019 lei parlava del 2020 come l’anno della svolta. Perché ora dice che entro un anno ci saranno un milione di Tesla autonome?

R. Le innovazioni accadono lentamente e poi all’improvviso. Passare da zero a uno richiede tempo, ma lo scaling può essere rapido. Se il sistema funziona ad Austin, potremo replicarlo in molte altre città. Ogni città ha caratteristiche diverse, ma molte sono simili ad Austin.

D. Oggi la Tesla può già guidare da sola nel traffico urbano?

R. Sì, con l’opzione da 9.999 dollari puoi avere la guida autonoma con supervisione. La domanda ora è: quando potremo toglierla? Quando potrai sederti dietro e dormire, sapendo che arriverai a destinazione. Vogliamo che quel livello sia estremamente sicuro.

D. Waymo ha solo 700 auto ma già operative. Voi avete meno telecamere ma una rete neurale. È abbastanza?

R. Il nostro approccio non si basa sul numero di sensori. L’Intelligenza Artificiale lavora meglio con un sistema semplice. Troppi sensori possono generare confusione. Abbiamo spento il radar proprio per evitare conflitti di segnale: meno è meglio.

D. Lei quindi oggi si sente sicuro della vostra tecnologia?

R. Sì, potremmo già operare.

D. Serve però anche un’app per gestire la flotta. Ce l’avete?

R. Sì, abbiamo già delle app. XAI potrebbe occuparsene. In ogni caso questo non è un problema tecnico complesso.

D. Licenzierete la vostra tecnologia?

R. Alcuni produttori sono interessati. Più dimostreremo l’efficacia del self-driving, più aumenterà la domanda. Siamo aperti alla concessione di licenze.

D. La sicurezza resta però la priorità. Business Insider ha fatto un test con risultati che non sono stati così positivi per Tesla...

R. Business Insider non è una pubblicazione credibile. Quel test era supervisionato e prevedeva la presenza del conducente. Non ha senso criticarci per un test fatto in quelle condizioni. Ad Austin abbiamo delimitato le aree operative con geofencing per garantire la sicurezza.

D. Ma le auto circoleranno senza nessuno a bordo?

R. Sì, ma solo nelle aree che consideriamo sicure.

D. Avrete operatori remoti?

R. Sì. Siamo estremamente attenti alla sicurezza. Monitoreremo il comportamento delle auto e ridurremo l’intervento umano man mano che la fiducia crescerà.

D. Molti investitori guardano con sempre maggiore attenzione proprio al business della guida autonoma. Come reagire alla concorrenza di Byd, che offre autonomia gratuitamente?

R. In Cina non possiamo addestrare i nostri modelli con video delle strade locali, ma anche così Tesla ha ottenuto ottimi risultati. Abbiamo video impressionanti, anche se non raccomandiamo quei test. Siamo già attivi in modalità supervisionata. Ogni aggiornamento richiede un’approvazione, a volte affrontiamo ostacoli con gli altri produttori.

D. Byd e Tesla sono testa a testa. Segui i dati?

R. No.

D. Ma valuti l’effetto sul pricing?

R. Non penso a ciò che fanno i concorrenti. Mi concentro sul prodotto che voglio creare. Se ti concentri sul tuo obiettivo, il risultato sarà interessante.

D. Fra cinque anni quindi il robotaxi secondo lei sarà ovunque?

R. Sì, ne sono fiducioso.

D. Lei è diventato una figura molto divisiva in quest’ultimo periodo. Si è un po’ pentito della sua esposizione pubblica?

R. No. Credo nella libertà di parola. È il fondamento di una società democratica. Certo, ci sono limiti, ma ognuno dovrebbe poter dire ciò che pensa.

D. Non pensa però che questo abbia danneggiato il brand Tesla?

R. I media possono diffondere propaganda molto efficace. Ad esempio, sono stato accusato di essere un nazista per un gesto casuale durante un evento. È una falsità. Non ho mai fatto male a nessuno.

D. Il lavoro fatto per Doge ha suscitato molte critiche. Si è mai chiesto se ne è valsa la pena?

R. Abbiamo voluto verificare se i fondi pubblici erano ben spesi. Quando abbiamo chiesto prove degli aiuti ricevuti, spesso non ci hanno fornito nulla. Non si possono inviare soldi a chi non fornisce trasparenza. Quando combatti lo spreco, è normale che chi è colpito racconti storie a proprio favore.

D. Ma il deficit è ancora alto. Pensava di risparmiare 1000 miliardi, ma siete lontani da quel traguardo...

R. È irrealistico pensare di risolvere tutto in poco tempo. In quattro mesi abbiamo migliorato il deficit di 160 miliardi, secondo alcune stime.

D. Però con entrate più basse, il risparmio netto potrebbe essere inferiore...

R. Gli effetti si vedranno nel 2026. Molti dipendenti hanno accettato il prepensionamento, ma i risparmi si materializzeranno solo a partire da ottobre. Il confronto va fatto tra l’intero anno 2026 e il 2025.

D. Ci sono altre misure più incisive, come ad esempio riformare l’età pensionabile?

R. Stiamo esaminando ogni voce di bilancio.

D. Ma per cambiamenti strutturali serve il Congresso...

R. Sì, noi possiamo solo consigliare. Serve il consenso dell’esecutivo, del legislativo e anche del giudiziario.

D. Non volevo attaccarla, ma capire meglio il suo coinvolgimento nell’amministrazione Usa. Torniamo invece a Tesla: il fatturato automotive nel primo trimestre è calato del 20%. Perché si dice comunque fiducioso?

R. Perché le innovazioni chiave – guida autonoma e robot – guideranno il successo a lungo termine. Il calo è legato alla ristrutturazione degli impianti. Il modello Y, la più venduta al mondo, ha richiesto aggiornamenti e temporanee chiusure di stabilimenti.

D. Ma avete anche visto una ripresa nella domanda?

R. Sì, assolutamente. Alla fine, quando un cliente acquista un prodotto, la posizione politica del ceo non è ciò che conta di più. E spesso neppure la conosce davvero. (riproduzione riservata)



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