All’Egm manca liquidità. Gli esperti del settore ne sono consapevoli e indicano spesso la stitichezza degli scambi come uno dei principali punti deboli del mercato non regolamentato delle pmi italiane, che pure ha superato quello principale per numero di titoli (204 contro 202 secondo i dati Consob). Una volta quotate, le società dell’Egm si trovano a navigare in un fiume senza acqua e i numeri lo dimostrano: secondo un’analisi di KT&Partners, tra gennaio e aprile 2025 i volumi sull’Euronext Growth Milan non sono arrivati nemmeno a 600 milioni di euro (-27%) e il 20% degli scambi è stato concentrato su cinque titoli.
Il fondo di fondi in partenza a breve dovrebbe migliorare la situazione, ma intanto le pmi sono costrette ad attivarsi se vogliono uscire dall’impasse. Nusco, ad esempio, specializzata in porte e infissi, ha avviato un roadshow serrato per trovare soci all’estero. In due mesi il gruppo ha raggiunto fondi olandesi, svizzeri e greci e intende continuare con gli appuntamenti porta a porta con i potenziali investitori. «In un contesto di mercato ancora poco liquido, abbiamo scelto di muoverci in prima persona per attrarre nuovi investitori internazionali. Abbiamo già svolto numerosi incontri, e molti altri sono in agenda, con l’obiettivo di coinvolgere nuovi soci nel nostro progetto», racconta Marco Nardi, cfo di Nusco. «Al momento, abbiamo registrato l’interesse di investitori, professionali e retail, svizzeri, olandesi e greci». In più, vedere faccia a faccia i soci è anche un modo per ridurre la distanza. «Sull’Egm il rapporto con gli investitori è complesso», riflette il cfo. «Se non si organizzano roadshow e non si incontrano direttamente gli azionisti, la visibilità resta bassa e i contatti limitati. È un ulteriore ostacolo per il management».
L’impatto di queste mosse sul titolo di Nusco è stato immediato. «I volumi giornalieri sono passati dai 14 mila euro di aprile a una media attuale di 114 mila euro, con picchi giornalieri che hanno superato anche il milione», rivela Nardi. «Il titolo ha inoltre guadagnato oltre 25 centesimi in termini di prezzo nell’ultimo mese». Questo miglioramento si traduce in un rialzo di circa il 7% in 30 giorni (dato al 27 giugno 2025) e guardando all’ultimo semestre la crescita sale a oltre il 7%, anche se su base annuale le azioni mostrano una lieve flessione (-0,5% circa). «L’obiettivo è ambizioso», riconosce Nardi, «ma chiaro: vogliamo raggiungere una capitalizzazione di 40 milioni e stabilizzare il titolo attorno ai 2 euro». Il 27 giugno Nusco ha chiuso a 0,985 euro per azione. Per centrare il target, quindi, dovrebbe raddoppiare il prezzo attuale.
Il percorso che Nusco vuole compiere in borsa, però, non si ferma qui. Anzi, il gruppo ha iniziato a disegnare una roadmap che dovrebbe condurla fuori dall’Egm e anche oltre Piazza Affari. «Una volta centrati questi traguardi puntiamo al passaggio sul mercato principale, idealmente entro i prossimi due anni, e successivamente a un dual listing all’estero nell’arco di cinque anni», racconta Nardi. «È prematuro oggi indicare una piazza precisa, ma guardiamo con interesse al mercato francese, parte del gruppo Euronext e caratterizzato da volumi più elevati. Valutiamo con attenzione anche mercati emergenti come Grecia e Romania, dove abbiamo la nostra controllata».
L’espansione del gruppo italiano in Romania è iniziata nel 2022 con l’acquisizione di Pinum Doors & Windows, effettuata tramite un aumento di capitale da 6,5 milioni. «La Romania sta vivendo una fase di crescita significativa. La nostra controllata rumena ha registrato un incremento di fatturato del 22% nel 2024 e vanta oggi un portafoglio ordini vicino ai 10 milioni, anche se mancano ancora alcuni dati di giugno», aggiunge il cfo, che vede nel mercato rumeno buone potenzialità di crescita anche nei prossimi anni. «Crediamo fortemente nel potenziale di sviluppo del Paese, motivo per cui continuiamo a investire. In più, vogliamo essere pronti a cogliere anche le opportunità della futura ricostruzione dell’Ucraina, dove contiamo di essere protagonisti con la società rumena».
Gli ultimi dati finanziari di Nusco riportano ricavi consolidati pari a 12,5 milioni di euro (+1,6%) nel primo trimestre, di cui 5,6 milioni (+30,2%) generati dalla controllata rumena. Il 2024 si è invece concluso con un fatturato di gruppo di 51,3 milioni, in calo del 9,6%, e un utile netto di 1,1 milioni rispetto ai 2,2 milioni di profitti realizzati nel 2023. (riproduzione riservata)