Nel 2024 l’economia globale potrebbe andare verso uno scenario di raffreddamento, ma il rischio di una recessione dura sembra allontanarsi. Gli economisti di Barclays ipotizzano che l’atterraggio sarà piuttosto soft. «Prevediamo un rallentamento dell'economia mondiale nel 2024, ma in modo abbastanza soft, con un picco basso dei tassi di disoccupazione e un ulteriore calo dell'inflazione nelle principali economie», si legge nell’ultima pubblicazione trimestrale del 2023 di Barclays.
«L’economia globale è in una forma migliore di quanto la maggior parte delle previsioni (comprese le nostre) prevedevano all'inizio di quest'anno», scrive Barclays. E non mancano i segnali positivi in vista del 2024: nonostante la guerra in Ucraina e quella in Israele, i continui rialzi dei tassi di interesse delle banche centrali e un sell-off obbligazionario senza precedenti, i tassi di disoccupazione in Occidente sono vicini ai minimi storici, l’inflazione è in netto calo e il prezzo del petrolio è rimasto sotto i 90 euro al barile per la maggior parte dell’anno.
Questo non significa, però, che non ci siano dei rischi. In particolare, in Europa c’è ancora la possibilità di una recessione tecnica con la crescita che negli ultimi trimestri si è fortemente indebolita. In Asia, invece, la Cina è sul filo della deflazione. In più, il debito rappresenta una zavorra non trascurabile per alcune delle economie più sviluppate (a partire dagli Stati Uniti) che hanno un quadro fiscale «povero» che preoccupa Barclays. Nel 2024 poi i mercati potrebbero risentire anche del risultato di alcune elezioni, a partire da quelle negli Stati Uniti e a Taiwan.
Le stime di Barclays prevedono che il prossimo anno gli Stati Uniti, la zona euro e la Cina cresceranno rispettivamente dell'1,2%, dello 0,3% e del 4,4%. «Complessivamente, prevediamo che l'economia globale si espanderà del 2,6%, con un netto rallentamento rispetto alla nostra stima di crescita del 3% di quest'anno», spiega Barclays. «Ma si tratta di un calo benigno per un ciclo economico. Infatti, le nostre attuali previsioni per il prossimo anno sono più forti di quelle che prevedevamo per la crescita del 2023 alla fine del 2022, a testimonianza di quanto il mondo sia stato resiliente».
Per quel che riguarda, invece, il tasso di disoccupazione, Barclays stima che negli Stati Uniti raggiunga un picco del 4,3% alla fine del 2024. «Si tratta di un valore ben superiore al minimo del 3,4% raggiunto nel gennaio 2023. Ma un picco di disoccupazione inferiore al 4,5% è impressionante, soprattutto se si considera la forte crescita della forza lavoro statunitense», commentano gli esperti. In Europa, invece, il picco previsto è del 7%.
L’inflazione nella zona euro dovrebbe rallentare al 2,3% nel quarto trimestre del 2024. Diversa la proiezione per gli Stati Uniti, dove i prezzi dovrebbero restare più «intrattabili»: alla fine del prossimo anno l’inflazione core, depurata dalle componenti energetiche e alimentari, è vista al 2,8%. Secondo Barclays la Federal Reserve terrà il punto sui tassi di interesse nel 2024, mentre la Bce e la BoE potrebbero allentare la tensione prima della Fed.
«Prevediamo un ultimo rialzo di 25 punti base a gennaio 2024 (al 5,75%) e che la Fed manterrà i tassi fino a dicembre 2024, dopodiché taglierà di 150 punti base nel corso del 2025 (terminando l'anno al 3,75-4,00%). Al contrario, riteniamo che la Bce abbia finito di aumentare i tassi e inizierà a ridurli a luglio (dal 4%), terminando il 2024 al 3%, per poi ridurli ulteriormente al 2,25% entro la fine del primo semestre del 2025», si legge nell’ultima relazione trimestrale di Barclays.
Gli analisti preferiscono le azioni rispetto ai mercati obbligazionari. «Dopo un buon 2023 le azioni non sono a buon mercato, a nostro avviso, e le previsioni di consenso per una crescita degli utili a due cifre per l'S&P500 nel 2024 e 2025 ci sembrano ottimistiche», scrive Barclays. «Ciononostante, ci aspettiamo che le azioni superino il rallentamento del 2024, ammesso che abbiamo ragione sul fatto che questo sia il punto più basso del ciclo. Prevediamo che nel 2024 i titoli azionari globali otterranno rendimenti a una cifra media o alta e che sovraperformeranno il reddito fisso core». (riproduzione riservata)