Le banche italiane hanno ottenuto buone valutazioni negli esami Srep con cui la Bce definisce i requisiti di capitale per ogni istituto dell’Eurozona in base ai rischi specifici (P2R o Pillar 2 Requirement), in aggiunta alle richieste obbligatorie per tutti. In dettaglio Credem dovrà rispettare il requisito più basso in Europa (1%). Tra le banche maggiori sono ben posizionate anche Intesa Sanpaolo e Banca Mediolanum (1,5%), seguite da Mediobanca (1,75%), Unicredit e Fineco (2%), Banco Bpm e Bper (2,25%), Mps e Cassa Centrale Banca (2,5%), Iccrea (2,52%) e Banca Popolare di Sondrio (2,75%).
In Europa hanno avuto buoni risultati Ing (1,65%), Bbva (1,68%), Santander (1,74%), Credit Agricole (1,80%) e Bnp Paribas (1,84%). Tra le banche sopra il 2% ci sono Commerzbank (2,25%), SocGen (2,40%) e Deutsche Bank (2,90%). L’istituto di credito con il requisito più alto è stato Revolut, con una richiesta P2R del 3,70%. I requisiti di secondo pilastro devono essere rispettati per almeno il 56,25% con il capitale Cet1, quello di maggiore qualità.
La Vigilanza ha anche definito requisiti aggiuntivi per la leva eccessiva di 13 banche, un numero più che doppio rispetto all’anno scorso. In particolare Bnp Paribas, Commerzbank, SocGen e Deutsche Bank dovranno rispettare uno 0,10% di leverage ratio in più rispetto al 3% valido per gli altri gruppi europei. I requisiti aggiuntivi sulla leva sono stati imposti dalla Bce anche ad alcune filiali di banche al di fuori dell’Eurozona come Jp Morgan, Ubs, Goldman Sachs, Morgan Stanley, Citigroup, Barclays e BofA. Quest’ultima ha avuto la richiesta più alta, pari allo 0,40%.
La Bce ha poi definito requisiti aggiuntivi specifici applicando una maggiorazione (add-on) per accantonamenti insufficienti su crediti deteriorati a 18 banche, un numero inferiore rispetto alle 20 dello scorso anno. I nomi di questi istituti non sono stati precisati da Francoforte.
Inoltre la Vigilanza ha imposto un requisito aggiuntivo per prestiti rischiosi a leva a nove banche, in aumento rispetto alle otto dello scorso anno. Questi requisiti aggiuntivi riflettono esposizioni significative o prassi inadeguate. La Bce ha infine previsto misure qualitative per carenze su gestione del rischio di credito, aggregazione dei dati, governance e pianificazione patrimoniale.
Le banche dell’Eurozona hanno mostrato negli esami Srep una «buona capacità di tenuta nel 2024», ha osservato la Bce. Le banche hanno mantenuto in media «solide» posizioni patrimoniali e di liquidità, «ben al di sopra» dei requisiti regolamentari. Il capitale Cet1 medio era al 15,8% a metà del 2024, in lieve miglioramento rispetto all’anno precedente. Il coefficiente di leva è aumentato leggermente al 5,8%. Il rialzo dei tassi ha sostenuto la redditività delle banche.
Tuttavia, secondo la Bce, l’indebolimento delle prospettive macro richiede «un atteggiamento più vigile per il futuro. I mercati spesso non tengono conto dei rischi geopolitici prima che questi si concretizzino. Ciò può causare un’improvvisa rivalutazione del rischio e accrescere i rischi per la liquidità», ha osservato la Vigilanza secondo cui «permangono timori in merito a governance, gestione dei rischi, compresi quelli climatici, nonché alla resilienza operativa».
In questo scenario la Bce non ha modificato molto i risultati Srep (la cui metodologia potrebbe cambiare all’inizio del prossimo anno). Il punteggio medio è rimasto stabile a 2,6 in una scala da 1 a 4. Al 74% delle banche è stato assegnato lo stesso punteggio del 2023, all’11% uno peggiore e al 15% uno migliore. I valori sono stati influenzati negativamente dalle minori valutazioni degli immobili non residenziali, mentre la maggiore redditività ha avuto un effetto positivo.
I requisiti complessivi, che si compongono del requisito di secondo pilastro, dei requisiti di riserva combinati e degli orientamenti di secondo pilastro non vincolanti, sono saliti dall’11,2% all’11,3%.
La Bce ha pubblicato anche le priorità di vigilanza per il 2025-27 che riguardano «la resilienza delle banche a minacce macrofinanziarie e gravi shock geopolitici», «il rimedio tempestivo alle carenze rilevanti già note» e «le sfide poste dalla trasformazione digitale e dalle nuove tecnologie».
Rispondendo a una domanda di MF-Milano Finanza riguardo al consolidamento bancario e alle possibili operazioni Unicredit-Commerzbank e Unicredit-Banco Bpm, la presidente della Vigilanza Bce Claudia Buch ha detto di non voler commentare casi specifici ma ha precisato di avere «un approccio neutrale di fronte a aggregazioni cross-border o domestiche». (riproduzione riservata)