In una lunga lettera all’esecutivo, di cui MF-Milano Finanza ha preso visione, la Dg Comp critica il provvedimento con cui Palazzo Chigi ha imposto prescrizioni al’ops di Unicredit su Banco Bpm. Per Bruxelles esistono ragionevoli dubbi che la scalata rappresenti una minaccia alla sicurezza dell’Italia e smonta i paletti del dpcm. Potrebbe violare le norme comunitarie, avverte
Arrivata la lettera della Dg Comp all’Italia sul dpcm del governo italiano che ad aprile ha imposto pesanti prescrizioni a Unicredit. Sabato 12 il Tar ha bocciato due dei quattro punti del decreto. Palazzo Chigi: risponderemo con spirito collaborativo. Salvini: l’Ue non rompa le scatole all’Italia
La sentenza del Tar e l’imminente lettera di Bruxelles cambiano il corso dell’offerta di Unicredit che a breve convocherà un cda per decidere le prossime mosse. Se non ci saranno intoppi rilancio in vista. Il titolo in negativo in apertura (-1,24%)
La banca guidata da Orcel chiarisce la portata della sentenza del Tar. Secondo i legali dell’istituto il dpcm è annullato e deve essere riscritto. La questione ora è se l’ops su Banco Bpm vada sospesa in attesa di un nuovo decreto. E aggiunge: i termini dell’offerta avrebbero potuto esser già stati migliorati se ci fosse stato un processo ordinato di ops
Il governo accoglie con favore la sentenza del Tar del Lazio sul ricorso di Unicredit contro il golden power sull’ops su Banco Bpm e si prepara a rimodulare la durata temporale della prescrizione sul rapporto impieghi/depositi e quella sul mantenimento dei livelli di project finance
Soddisfazione della banca guidata da Andrea Orcel. Ma anche governo accoglie con favore la decisione. Ora servirà un nuovo dpcm. Banco Bpm: Unicredit chiarisca cosa vuole fare, siamo da otto mesi sotto passivity rule. L’ops termina il 23 luglio ma potrebbe arrivare una nuova sospensione dei termini
Il banchiere rientrato con il riacquisto dell’onorabilità vuole afferrare il treno del risiko e liquidare finalmente il fondo Sator. Per la private bank ha cinque tavoli aperti. Ma deve tenere a bada i suoi quotisti
L’ipotesi investigativa riguarda un possibile concerto tra soggetti nell’ambito del cosiddetto risiko bancario. Nel frattempo, la Guardia di Finanza ha acquisito documenti presso Banca Akros, ora al vaglio degli inquirenti.
Dopo la salita al 20% del capitale della seconda banca tedesca, il ministero delle Finanze tedesco «respinge il metodo non concordato e non amichevole di Unicredit». Intanto Bruxelles precisa che al momento «non è stata inviata alcuna lettera»