Dopo il Tar anche la Commissione europea interviene con diversi argomenti sul decreto golden power del governo Meloni che ad aprile aveva imposto pesanti prescrizioni all’ops di Unicredit su Banco Bpm. Tali osservazioni sono contenute in una lettera della Dg Comp all’Italia secondo cui il dpcm del 18 aprile «potrebbe costituire una violazione dell'articolo 21 del Regolamento Ue sulle concentrazioni e di altre disposizioni del diritto dell'Ue, tra cui quelle sulla libera circolazione dei capitali e sulla vigilanza prudenziale da parte della Bce».
Nella lunga missiva di cui MF-Milano Finanza ha preso visione, Bruxelles ha espresso «ragionevoli dubbi» sul fatto che la scalata di Unicredit rappresenti una minaccia alla pubblica sicurezza del Paese, rischio invece agitato da Chigi. Riguardo al profilo straniero di Unicredit sollevato dal vicepremier Matteo Salvini, l’Antitrust Ue retto dalla vicepresidente della Commissione Teresa Ribera ha sottolineato come gli azionariati delle due banche abbiano profili simili per quanto riguarda la componente internazionale, componente che nel caso dell’istituto guidato da Andrea Orcel non «esercita un controllo su UniCredit o può influenzare in modo significativo le sue attività».
Parallelamente, secondo Bruxelles, non si capisce come mai il governo italiano abbia «recentemente approvato l'acquisizione di Mediobanca (una banca con capitalizzazione paragonabile a Bpm) da parte di un altro acquirente italiano (Mps, ndr), senza esprimere preoccupazioni in merito alla sicurezza pubblica». Infine i tecnici guidati dalla spagnola Ribera, che ha firmato la lettera di oltre 50 pagine, smontano una per una le prescrizioni adottate dall’esecutivo sul rapporto impieghi/depositi, project financing, acquisto di titoli italiani da parte di Anima e uscita dalla Russia.
Ora il governo avrà 20 giorni (lavorativi) per rispondere ed eventualmente cambiare il dpcm (Decreto del presidente del consiglio dei ministri) e solo in un secondo momento ci sarà un'eventuale decisione da parte di Bruxelles che diventerà però immediatamente esecutiva. Un lasso di tempo che non permetterà di rispettare la tabella di marcia dell’ops di Unicredit. La valutazione preliminare invita infatti l'Italia «a presentare le proprie osservazioni» e «in base alla risposta (di Roma, ndr) alla valutazione preliminare e alla sentenza del Tar, la Commissione valuterà i prossimi passi».
L’Ue ha acceso un faro sulla condotta dell’esecutivo Meloni da una parte con il procedimento Eu Pilot (gestito dalla direzione Servizi Finanziari), dall’altro con la DgComp che il 19 giugno ha acceso il disco verde all’operazione di Unicredit imponendo la vendita di 209 filiali per la sovrapposizione di sportelli dei due istituti. Quella orchestrata dall’Antitrust europeo, più veloce, è dunque in dirittura d’arrivo. «Il governo con spirito collaborativo e costruttivo risponderà ai chiarimenti richiesti così come fatto in sede giurisdizionale dinanzi al Tar nei termini e con motivazioni ritenute già legittime dai giudici amministrativi», hanno fatto sapere da Palazzo Chigi.
La procedura comunitaria sul golden power, così come la riscrittura-integrazione di un nuovo dpcm dopo l’accoglimento (parziale) da parte del Tar, trova diverse diverse sensibilità all’interno del governo dove manca un fronte unico. «L’Italia può e deve normare come ritiene senza che da Bruxelles nessuno si permetta di intervenire», ha tuonato Salvini. A cui ha risposto a distanza il vicepremier, ma in quota FI, Antonio Tajani. «Bruxelles si occupa di tutto ciò di cui si deve occupare e questa è materia di competenza anche dell’Ue», ha sottolineato invece il ministro forzista che ad aprile in Cdm aveva contestato il golden power.
Per quanto riguarda invece il nuovo dpcm se al Tesoro non avrebbero intenzione di scrivere un nuovo decreto, la struttura di Palazzo Chigi starebbe valutando il da farsi e non esclude un nuovo testo anche alla luce dei contenuti della lettera della Dg Comp. I tempi della procedura europea, al netto di una nuova sospensione Consob (la prima per 30 giorni a giugno) che pure autonomamente sta studiando se ne esistono i margini, non sono compatibili con l’offerta che terminerà il 23 luglio a Piazza Affari. (riproduzione riservata)