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Sull’euro digitale servono più convinzione e chiarezza
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Sull’euro digitale servono più convinzione e chiarezza

di Angelo De Mattia
23 agosto 2026, 15:00

Tra le freddezze di Parigi e Berlino e i timori delle banche di perdere depositi, la corsa all’euro digitale rivela spaccature nell’Ue. Eppure lo strumento è essenziale per proteggere la sovranità monetaria europea dai colossi Usa e dalle criptovalute

Come spesso accade quando una pluralità di persone persegue un obiettivo difficile per cui ci sono quelli più freddi, pronti a intestarsi il successo se viene conseguito, ma anche a scaricare sugli altri la colpa dell'eventuale insuccesso, così sembra che inizi ad accadere per la realizzazione dell'euro digitale. Insomma, ci sono Stati che potrebbero arrivare a pensare che, se il progetto «passa», il merito è di tutti, diversamente il fallimento è solo di chi ha maggiormente spinto per realizzarlo.

Potrebbe essere il caso di Francia e Germania che sembrerebbero molto meno interessati di altri Paesi, innanzitutto dell'Italia, al successo dell'innovazione che prevede, dopo diversi passaggi e prove, l'entrata in vigore della moneta digitale nella seconda parte del 2029. A una certa freddezza concorrono diverse posizioni nei sistemi bancari e finanziari, innanzitutto per il timore delle banche di perdere depositi, poi per il ruolo crescente che stanno avendo, nonostante i non pochi problemi operativi e di mercato, le cripto attività anche, nel caso delle «stablecoins», come mezzi di pagamento.

I rischi per l'Europa: l’insidia dei circuiti Usa e delle criptovalute

Del tutto trascurato, invece, è il problema dei rischi per la sovranità monetaria (e alla lunga anche per quella politica), nonché per l'esercizio della stessa politica monetaria, derivanti dall'essere l'Europa tributaria di sistemi di pagamento americani e dallo sviluppo delle «cripto attività». A questi rischi la risposta migliore è quella proprio dell'introduzione dell'euro digitale nonché dell'adeguamento di regole e controlli.

Uno «stop» al progetto in questione, sotto la spinta di poteri economici e finanziari e di lobby varie, o un solo importante rallentamento del relativo iter significherebbero il crollo della credibilità dell'Unione e dell'Eurozona, trattandosi di un progetto che ha visto concorrere con impegno le massime istituzioni europee: Commissione, Bce, Consiglio, Parlamento. Quale prestigio potrebbero, queste istituzioni, conservare nel caso di blocco o, peggio ancora, di ritiro del progetto?

È, dunque, immaginabile che la menzionata freddezza sia solo transitoria e che presto ritorni un fattivo impegno. Naturalmente, i singoli passaggi dovranno essere seguiti con grande attenzione, a cominciare dalle regole che disciplineranno questa nuova forma di moneta che è legale, ma non può comportare un obbligo universale di accettazione con un altrettanto universale potere liberatorio (altra situazione riguarda, invece, i commercianti) e che potrà essere usata «on-line» e «off-line».

Sicurezza, privacy e depositi: quali sono i reali vantaggi

Diverse volte sono stati indicati i vantaggi della nuova forma monetaria, a partire dalla salvaguardia della sovranità monetaria europea, per passare alla gratuità dell'impiego, all'inclusività, alla privacy, alla sicurezza. Frequentemente la Bce ha escluso che si possano avere riflessi negativi sui depositi bancari e in tal senso ha dato formali rassicurazioni. Dopodiché in Italia per esempio, il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, ha espresso un favore all'innovazione in questione, primo promotore della quale con grande impulso e competenza è stato l'attuale governatore della Banca d'Italia, Fabio Panetta.

Ora c'è bisogno di un'ampia informazione, fatta di linguaggi semplici, prontamente recepibili, non avulsi da una visione complessiva del sistema, sui diversi stati di avanzamento del progetto con i chiarimenti sugli aspetti operativi. Si dovrà trattare di una campagna di informazione, comunicazione e promozione di dibattiti, da compiere non aspettando le ultime settimane prima dell'entrata in vigore del nuovo strumento monetario. (riproduzione riservata)



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