La Procura di Milano punta a concludere il prima possibile l’indagine sull’accelerated bookbuilding (abb) dello scorso novembre, con cui il ministero dell’Economia ha ceduto il 15% di Mps. L’obiettivo è offrire massima chiarezza agli investitori, evitando che l’inchiesta condizioni l’esito dell’operazione.
L’indagine, avviata in seguito a una querela per diffamazione presentata da Mediobanca, si è allargata per analizzare le modalità del collocamento da 1,1 miliardi di euro condotto da Banca Akros per conto del Mef. A sottoscrivere l’operazione furono Delfin (famiglia Del Vecchio), il gruppo Caltagirone, Banco Bpm e la controllata Anima, tutti con un premio del 5%.
Coordinati dai pm Giovanni Polizzi, Luca Gaglio, l’aggiunto Roberto Pellicano e il procuratore Marcello Viola, i magistrati hanno sentito numerosi testimoni coinvolti a vario titolo, tra cui Andrea Orcel (ceo di Unicredit) e Stefano Vincenzi, general counsel di Mediobanca.
Nel frattempo, la Guardia di Finanza ha acquisito documenti presso Banca Akros, ora al vaglio degli inquirenti. L’ipotesi investigativa riguarda un possibile concerto tra soggetti nell’ambito del cosiddetto risiko bancario. Alcuni nomi risultano indagati, ma il quadro è ancora in evoluzione. (riproduzione riservata)