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Il ceo del Montepaschi Luigi Lovaglio
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Mps, la borsa resta ancora fredda sulle doppie offerte di Lovaglio

24 agosto 2026, 20:00 Ultimo aggiornamento: 21:54

In calo Bpm e Banca Generali dopo le ops senesi. Opas di Intesa ancora a premio. Prima riunione della Consob di Stazi

Piazza Affari resta fredda sulle contromosse del ceo di Mps Luigi Lovaglio nel risiko bancario: l’offerta di Intesa Sanpaolo su Rocca Salimbeni continua a trattare a premio del 2,5% dopo che il gruppo senese venerdì ha alzato il velo su una doppia offerta pubblica di scambio da circa 34 miliardi di euro su Banco Bpm e Banca Generali.

I titoli del due istituti target ieri hanno fatto peggio del listino, che ha chiuso sotto la parità: l’ex popolare milanese ha lasciato sul terreno il 2,31% mentre la banca private controllata dal Leone ha perso 0,6%, segno che per il momento il mercato nutre scarsa fiducia nella doppia aggregazione progettata da Lovaglio che mira a costruire un polo forte nel commercial banking, nel corporate & investment banking e nel wealth management di fascia alta da 80 miliardi di capitalizzazione.

Positivi invece gli altri titoli coinvolti nel risiko: Montepaschi, che ha recuperato leggermente terreno rispetto a venerdì, è salita dello 0,38%, Intesa dello 0,74%, Unipol dell’1,26% e Generali dell’1%.

L'analisi del cda di Banco Bpm e il ruolo di Credit Agricole

Oggi l’operazione finirà sul tavolo del cda di Banco Bpm per una prima analisi. L’ops di Rocca Salimbeni, su cui i soci di Siena dovranno esprimersi il 29 ottobre a maggioranza qualificata per la passivity rule, valuta Banco Bpm 25,3 miliardi di euro, offrendo 1,567 azioni di muova emissione per ogni titolo del gruppo guidato da Giuseppe Castagna senza il riconoscimento di alcun premio sui corsi di borsa.

Piazza Meda aveva già proposto a Montepaschi una fusione alla pari, salvo poi ritirarsi dalle discussioni per l’opposizione del primo socio francese Credit Agricole. La Banque Verte, che ha in portafoglio il 29,3% del Banco, ha dichiarato di preferirne le nozze con la sua controllata italiana ma di fronte a una contropartita rappresentata non solo da filiali in eccesso ma anche dalle fabbriche prodotto del gruppo milanese potrebbe forse aprire alle nozze in una mega-banca di cui sarebbe il primo azionista singolo al 10%.

L'offerta su Banca Generali e le mosse del Leone

Giovedì o venerdì toccherà invece al consiglio di Generali – che controlla la private bank guidata da Gian Maria Mossa con il 50,17% – fare una una prima analisi dell’offerta del Monte. Il Leone valuterà la proposta «attentamente e senza pregiudizio», mentre Siena la considera il primo tassello di una più ampia alleanza nella bancassurance, sostenuta da partecipazioni incrociate.

Dopo il dividendo straordinario tra cash e azioni Generali. Mps manterrebbe l’8,8% della compagnia, che a sua volta avrebbe circa il 6% del nuovo gruppo bancario. L’operazione consentirebbe inoltre al Leone di evitare che un concorrente come Intesa Sanpaolo diventi suo primo azionista. Il board di Banca Generali, invece, dovrebbe tornare a riunirsi sul tema la prossima settimana.

L'aumento di capitale di Intesa e la posizione dei proxy advisor

Intanto Intesa accelera verso l’assemblea del 10 settembre sull’aumento di capitale al servizio dell’opas su Mps. Ieri ha incassato il sostegno del proxy advisor Iss, che ha segnalato però come l’eventuale via libera alle operazioni su Banco Bpm e Banca Generali e alla distribuzione straordinaria del 4,5% del Leone farebbe scattare alcune condizioni ostative all’offerta di Intesa, alle quali la banca potrebbe comunque rinunciare.

L'esposto alla Consob e l'incontro al Mef sul nodo Mps

I legali di Ca’ de Sass intanto sono ancora al lavoro sull’esposto alla Consob circa le misure adottate da Mps. L’esposto potrebbe arrivare sul tavolo della commissione ora presieduta da Guido Stazi che riunisce domani per la prima volta a Milano. Sempre oggi è in agenda l’incontro degli enti locali toscani con il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, sul potenziale spezzatino di Mps post-opas di Intesa. Comune e Provincia di Siena e Regione Toscana hanno chiesto anche l’utilizzo del Golden Power per fermare l'offerta di Ca’ de Sass e il mantenimento del 4,9% del Tesoro nella banca senese toscana per pesare in assemblea. (riproduzione riservata)



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