skin track
Matteo Del Fante
Matteo Del Fante
Banche Leggi dopo

Poste Italiane, tris di partner nella cessione del quinto. Ci sono Intesa, Bnl e Unicredit

di Anna Messia
24 agosto 2026, 20:00

Il gruppo guidato dal ceo Del Fante esce da Financit, la jv con Bnl avviata nel 2013 e incassa 22 milioni. Ma la banca di Bnp Paribas resterà alleata insieme a Unicredit e ad Intesa in un business redditizio che continua a crescere negli uffici postali

L’intenzione di Poste Italiane è di aumentare ancora i già numerosi partner per conto dei quali colloca prestiti e prodotti finanziari nella rete composta da oltre 12.600 uffici postali, incassando commissioni di distribuzione. Così, a giugno scorso, il gruppo guidato dall’amministratore delegato, Matteo Del Fante, ha deciso di cedere, a favore di Bnl, la partecipazione del 40% detenuta in Financit. Si tratta della joint venture che Poste Italiane aveva avviato nel 2013 con la banca del gruppo Bnp Paribas per operare nella cessione del quinto, ovvero nei prestiti personali riservati a lavoratori dipendenti (pubblici o privati) e pensionati il cui rimborso avviene direttamente tramite trattenuta in busta paga o sul cedolino. Una forma di finanziamento, particolarmente remunerativa e sicura per il prestatore, che continua a crescere negli uffici postali: dal 2017 al 2025 Poste ha di fatto raddoppiato l’erogato passando da circa 370 milioni di euro a 740 milioni.

A giugno scorso, come detto, Poste ha venduto la sua quota del 40% a Bnl Bnp Paribas incassando 22 milioni (comprensivi del dividendo di 4 milioni che Financit ha pagato a maggio) e la banca, già azionista di maggioranza con il 60%, è salita quindi al 100% della società. Ma non è stato un divorzio: Bnl continuerà infatti a essere partner del gruppo postale nella cessione del quinto, con altri alleati che si sono nel frattempo affiancati e altri che potrebbero aggiungersi, replicando la strategia multipartner già attuata per i prestiti personali.

Le partnership con Unicredit e Intesa Sanpaolo

Nella cessione del quinto Poste Italiane opera già anche con Unicredit e, più di recente, è arrivata Prestitalia spa, società del gruppo Intesa Sanpaolo. La rete postale da qualche mese ha iniziato a collocare i suoi prodotti e, a maggio scorso, è stata avviata una nuova funzionalità: Erogazione Fast che, in caso di delibera positiva, permette al cliente di ottenere l’importo finanziato da Prestitalia prima del rilascio del benestare da parte dell’amministrazione o dell’ente di appartenenza del dipendente pubblico.

L’intenzione è chiaramente quella di far crescere l’attività (magari più dei prestiti personali). Nell’ultima semestrale di giugno di Poste i ricavi della distribuzione di finanziamenti e altri prodotti di terzi (che includono anche prestiti tradizionali, mutui o carte di credito) hanno rappresentato 130 milioni di euro rispetto ai 2,9 miliardi complessivi dell’unità strategica dei Servizi Finanziari cui fa capo questo business e ai 6,8 miliardi di ricavi complessivi dell’intero gruppo Poste, che ha chiuso a giugno con un utile netto record di 1,2 miliardi.

Il riassetto organizzativo e le sinergie strategiche

La strategic unit dei Servizi Finanziari è la stessa che racchiude l’accordo con Cassa Depositi e Prestiti per la distribuzione negli uffici postali di buoni e libretti emessi da Cdp (ora in fase di rinnovo per il periodo 2027-2030) che nello stesso periodo semestrale ha generato 883 milioni di ricavi, e ci sono anche i proventi che arrivano dall’impiego della liquidità raccolta tramite conti correnti postali e quelli del risparmio gestito. Organizzazione che, come annunciato da Del Fante, è in fase di riassetto, con il gruppo che ha intenzione di ridurre le unità strategiche da quattro (Corrispondenza, Pacchi e Distribuzione; Servizi Finanziari; Servizi Assicurativi e Servizi Postepay) a tre: ci sarà un settore dedicato ai servizi di corrispondenza, pacchi e logistica e alla rete distributiva; un polo dei servizi finanziari e assicurativi e, condizionata dal perfezionamento dell’opas su Tim, una business unit strategica che unirà connettività e tecnologia, inclusi i servizi di telecomunicazione ed energia. L’offerta pubblica di acquisto e scambio su Tim, che punta a creare un gruppo complessivo da 27 miliardi di ricavi, si concluderà l’11 settembre con gli ultimi dati sulle adesioni salite al 2,4%. (riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO + MF GPT LIGHT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Borsa in tempo reale
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

QUOTIDIANO DIGITALE + SITO + MF GPT*

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Magazine (Gentleman, Capital, Class, MFF/MFL)
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Pubblicità non invasiva
  • Newsletter, webinar e analisi esclusive per investire al meglio
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • MF GPT Risposte basate su fonti certificate 'Class Editori'
  • MF GPT Notizie e tendenze dei mercati
  • MF GPT Analisi di società e settori
  • MF GPT Grafici interattivi
  • MF GPT Report e notifiche personalizzate
  • MF GPT Archivio di Milano Finanza