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L'amministratore delegato di Unicredit Andrea Orcel
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Unicredit rivendica la vittoria al Tar sul golden power: ora valutiamo cosa fare. Senza prescrizioni avremmo già rilanciato su Banco Bpm

13 luglio 2025, 18:00 Ultimo aggiornamento: 19:18

La banca guidata da Orcel chiarisce la portata della sentenza del Tar. Secondo i legali dell’istituto il dpcm è annullato e deve essere riscritto. La questione ora è se l’ops su Banco Bpm vada sospesa in attesa di un nuovo decreto. E aggiunge: i termini dell’offerta avrebbero potuto esser già stati migliorati se ci fosse stato un processo ordinato di ops

Mentre anche governo e Banco Bpm dichiarano vittoria dopo la sentenza del Tar del Lazio, il giorno dopo il responso della giustizia amministrativa, Unicredit chiarisce la sentenza che ha accolto in parte il proprio ricorso contro il golden power sull’ops su Piazza Meda. E aggiunge: se ci fosse stato un processo ordinato di offerta, come chiaramente evidenziato al momento del lancio dell'operazione, «i termini avrebbero potuto essere già stati migliorati». Come dire, senza il golden power che ha comportato uno stop temporale dell’ops in borsa dopo le pesanti prescrizioni del dpcm di Palazzo Chigi, la banca guidata da Andrea Orcel avrebbe già rilanciato e ritoccato al rialzo il valore dell’offerta sulla terza banca italiana. 

«Alla luce delle varie dichiarazioni e interpretazioni, in alcuni casi fuorvianti, diffuse in relazione alla sentenza del Tar, Unicredit ritiene necessario e responsabile fornire chiarimenti inequivocabili a tali osservazioni, presentando i fatti così come delineati nella sentenza stessa», scrive infatti Piazza Gae Aulenti in una nota. «La fondatezza del ricorso di Unicredit è stata chiaramente sottolineata dal Tar», aggiunge la banca, ribadendo che «valuta positivamente »la decisione del tribunale amministrativo».

Unicredit: serve un nuovo decreto del governo

«Di quattro prescrizioni, infatti, due sono state annullate», viene sottolineato. Secondo Unicredit, questa è una prova inequivocabile che il modo in cui il golden power è stato utilizzato è illegittimo, tanto da richiedere l'emissione di un nuovo decreto, poiché quello adottato il 18 aprile è stato annullato dalla Corte». Una posizione non condivisa in ambienti governativi, secondo cui potrebbe non essere necessario.

La stessa sentenza, peraltro, «di per sé dimostra la fondatezza dei rilievi di Unicredit in merito alle incertezze derivanti dalle prescrizioni e dalla loro applicazione nel caso di specie, richiedendo al Tar quasi 100 pagine per fare chiarezza al riguardo».

Le due prescrizioni del golden power annullate

Entrando nei dettagli dell’annullamento parziale del dpcm di Palazzo Chigi, la banca ricorda che le due prescrizioni finite nel mirino dei giudici amministrativi riguardano «la predefinizione di un rapporto tra impieghi e depositi e il mantenimento sine die del livello del project financing».

Per quanto riguarda invece la prescrizione relativa ad Anima, «è stata chiarita e implicitamente modificata nella misura in cui il Tar ha accolto e formalizzato la diversa interpretazione della prescrizione proposta dal Mef pochi giorni prima della prima udienza del Tribunale e poi presentata formalmente al Tribunale nell'ambito delle difese svolte». Pertanto, «non sussiste più un obbligo, e si fa piuttosto riferimento a una indicazione programmatica a mantenere i titoli italiani in Anima, nel rispetto dei doveri fiduciari nei confronti dei clienti cui tali asset appartengono».

Per quanto riguarda infine la posizione di Bancco Bpm, «Unicredit non commenterà le specifiche dichiarazioni rilasciate da Bpm sia sulla vicenda che sull'offerta, né sull'uso anomalo da parte di Bpm di ogni iniziativa disponibile per ostacolare l'offerta, indipendentemente dal suo merito».

Un cdm di Unicredit convocato nelle prossime ore per decidere il da farsi

E conclude. La banca «valuterà ora tutte le iniziative opportune in maniera tempestiva», conclude la nota. Un consiglio di amministrazione del gruppo, che si riunirà nelle prossime ore, deciderà dunque se chiedere un nuovo rinvio alla Consob - che sta già autonomamente (visto che la legge glielo consente) valutando il da farsi - ritirarsi oppure proseguire con l’offerta che scade il 23 luglio (mancano ancora 8 giorni di borsa aperta). (riproduzione riservata) 



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