Nuovo board della banca milanese dopo l’uscita del dg Fabio Candeli. Arpe viene affiancato dai due co-direttori Luca Barone e Andrea Cilio
Dopo l’opas Siena dovrebbe mantenere la merchant in Piazza Affari per qualche mese. Ma Francoforte potrebbe non gradire un flottante troppo basso. Ecco perché nel lungo periodo Siena punta a salire al 100% senza però una fusione. Sul modello di Banca Akros (Banco Bpm)
Le trattative sull’integrazione si intrecciano con quelle per la nomina del nuovo board di Piazza Meda, in scadenza nel 2026. L’ipotesi di un listone italo-francese con la conferma di Castagna e la presidenza a Parigi. Il faro del governo sui futuri assetti di controllo e l’incognita Anima
Ubs presenta un’analisi comparativa tra Bper più la Sondrio (capitalizzazione di mercato di 18,45 miliardi al 2026) e Banco Bpm più Credit Agricole Italia (27,510 miliardi). Ecco chi è il polo più conveniente
Lunedì 22 si conclude l’offerta di Siena su Piazzetta Cuccia. Nessun obbligo di lasciare Piazza Affari fino al 90% del capitale. La lista entro il 3 ottobre
Entro il 3 ottobre Mps deve presentare i candidati per la successione a Nagel e al cda dimissionario di Piazzetta Cuccia. Che resterà quotata in borsa ancora per mesi prima di un’eventuale fusione. Ecco i profili su cui i soci si stanno confrontando tra loro e con Lovaglio. E le difficoltà da superare nelle prossime due settimane
Il salvataggio dell’istituto milanese commissariato da Bankitalia è l’ultima tappa della crisi della categoria, compressa tra stretta regolamentare, calo dei margini e riduzione degli npl. Per uscire dall’angolo si punta su m&a e specializzazione
L’ipotesi sul tavolo è un’aggregazione tra l’istituto lombardo e Crédit Agricole Italia, la controllata tricolore della banca francese che detiene oggi il 20% del capitale di Piazza Meda
L’intervista del banchiere a Cnbc: quella con l’istituto francese è l’opportunità di m&a più chiara e può portare molte sinergie. Ma sul tavolo c’è anche l’opzione Mps. Una nuova zampata di Unicredit? Possibile, ma lo scenario è cambiato
Il ceo si dimette da Mediobanca dopo 22 anni alla guida, ora che Mps ha assunto il controllo di Piazzetta Cuccia. Con lui fa un passo indietro l’intero cda tranne Sandro Panizza (Delfin). Le parole del banchiere: ho difeso l’eredità di Cuccia e Maranghi. Non abbiamo mai chiesto un aumento di capitale, neanche dopo Lehman, e abbiamo assunto, a differenza di tutte le altre banche