Bper Banca fusa con la Popolare di Sondrio rimane la scelta preferita di Ubs nel comparto bancario italiano anche se Credit Agricole Italia dovesse integrarsi con Banco Bpm. Lo scorso 18 settembre, in un’intervista a Cnbc, il ceo di Banco Bpm, Giuseppe Castagna, ha affrontato il tema del consolidamento bancario, evidenziando le opzioni a disposizione dell’istituto di credito.
Una soluzione con Credit Agricole è al momento l’opzione più evidente a disposizione del Banco, considerando il ruolo di Credit Agricole come azionista rilevante (al 19,9%, con la richiesta alla Bce per salire sopra la soglia del 20%) e delle partnership in essere (nel credito al consumo con Agos e nell’assicurazione Danni). Comunque Banco Bpm sta valutando tutte le opzioni disponibili e non ha escluso la possibilità di un’aggregazione con Mps (detiene circa il 4,5%), che rappresenta un canale distributivo strategico per Anima. Dunque il Banco mantiene aperte tutte le porte, sebbene una trattativa con Credit Agricole sembri al momento l’opzione più probabile. Si ricorda che la banca francese è presente in Italia attraverso Credit Agricole Italia (controllata al 76%), istituto che opera attraverso 1000 filiali per il 70% collocate nel Nord del Paese.
Così, nel pieno del risiko bancario, Ubs ha presentato un’analisi comparativa tra Bper più la Sondrio (capitalizzazione di mercato di 18,45 miliardi al 2026) e Banco Bpm più Credit Agricole Italia (capitalizzazione di mercato di 27,510 miliardi). «Lasciando invariate le nostre ipotesi sia sulla valutazione di Credit Agricole Italia a 1,45 volte il multiplo prezzo/net asset value tangibile, quindi a 8,1-8,6 miliardi di euro, sia sulla struttura dell’operazione con Credit Agricole che raggiungerebbe una partecipazione del 35% nella banca nata dalla fusione delle due, ribadiamo la nostra preferenza per Bper, il cui profilo pro-forma offre un miglior rapporto rischio-rendimento rispetto a Banco Bpm più Credit Agricole Italia», spiega Ubs.
Solo nel 2026 il ritorno a livello di capitale per Bper più la Sondrio è atteso a 1,608 miliardi di euro vs 2,166 miliardi per Banco Bpm più Credit Agricole Italia; il payout sul dividendo al 75% vs l’80% con yield, rispettivamente, del 9% vs l’8%; il coefficiente patrimoniale Cet1 fully loaded al 15,1% vs il 13,3%; Rwa, quindi asset ponderati per il rischio, pari a 84,193 miliardi vs 106,82 miliardi; capitale in eccesso pari a 1,731 miliardi vs 361 milioni; un Rote, rendimento del patrimonio netto tangibile, al 16,4% vs 15,7% e un multiplo prezzo/utile di 8,6 vs 10,2.
Dal punto di vista della valutazione, «vediamo Bper scambiare a 7,8 volte il p/e pro-forma al 2028 con le sinergie a pieno regime, rispetto alle 9 volte per Banco più Credit Agricole Italia, con entrambi i gruppi bancari che dovrebbero raggiungere livelli di redditività nel medio termine simili: un Rote al 2028 oltre il 17% e Bper vista scambiare con uno sconto significativo sulla base del multiplo prezzo/book value tangibile: circa 1,35 volte al 2027 vs circa 1,58 volte. Considerando, poi, la solidità migliore di Bper con un Cet1 pro-forma al 2028 del 16% vs il 14% del competitor, il divario di valutazione rettificato per il capitale risulta ancora maggiore: p/e 2028 di 6,7 volte per Bper vs 8,6 volte per Banco Bpm più credit Agricole Italia», precisa Ubs.
Inoltre, in uno scenario in cui l’operazione con Credit Agricole Italia non si dovesse realizzare, la valutazione standalone di Banco Bpm (circa 9,7 volte il p/e al 2027) potrebbe risultare sfidante sia in termini assoluti sia relativi, avverte Ubs.
Detto questo, il merger tra il Banco e Credit Agricole Italia porterebbe alla creazione del secondo gruppo bancario italiano per numero di filiali, con una quota di mercato a livello nazionale del 14% (24% solo in Lombardia) rispetto alla quota attesa per Bper più la Sondrio del 10% circa (14% in Lombardia).
In particolare, la nuova banca nata dalla fusione avrebbe asset per circa 300 miliardi di euro (200 miliardi quelli di Bper), di cui circa il 30% provenienti da Credit Agricole Italia. I ricavi da commissioni di Banco Bpm dovrebbero rappresentare il 45% dei ricavi totali grazie all’acquisizione di Anima (vs 40% per Bper), assumendo che l’istituto di credito guidato da Giuseppe Castagna mantenga invariato il suo portafoglio di «product factories» (asset management, assicurazioni, consumer finance).
Nonostante la Banca Popolare di Sondrio apporti solo un contributo marginalmente positivo, Ubs vede i rischi sugli utili orientati al rialzo per Bper. In primo luogo, «le stime del consenso sul margine di interesse netto della Popolare di Sondrio appaiono prudenti rispetto alle nostre proiezioni per le banche italiane e in particolare per Bper. Inoltre», conclude Ubs, «le sinergie di costo attese dall’acquisizione, pari a 190 milioni di euro (il 5% della base combinata), dovrebbero essere considerate conservative alla luce delle operazioni precedenti e del margine per ulteriori efficienze a livello stand-alone per Bper con un cost income ratio al 2025 oltre il 51% vs il 46% di Banco Bpm». (riproduzione riservata)