Le borse asiatiche sono crollate con i titoli tecnologici sotto pressione, soprattutto Samsung Electronics e Alibaba, complice l’escalation delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Canada. La debolezza è arrivata dopo che Wall Street è rimbalzata venerdì 21 agosto, ma ha comunque chiuso la settimana in ribasso. I futures sulle azioni statunitensi sono deboli con quello sul Nasdaq in calo dello 0,33% e quello sull’S&P 500 in ribasso dello 0,13%.
Gli investitori guardano ai risultati di Nvidia di mercoledì 26 agosto per capire se il boom dell’intelligenza artificiale possa giustificare valutazioni sempre più elevate. Anche il discorso del presidente della fed, Kevin Warsh, venerdì 28 agosto al simposio di Jackson Hole sarà seguito attentamente per cercare indicazioni sulle prossime mosse sui tassi d’interesse.
Il contesto di rischio è stato ulteriormente complicato dalle tensioni commerciali, dopo che il presidente statunitense, Donald Trump, ha imposto dazi del 50% su 20 miliardi di dollari di beni canadesi in seguito al fallimento dei negoziati commerciali. Il Canada ha annunciato misure reciproche, aumentando le preoccupazioni sull’impatto del protezionismo sulla crescita globale e sui costi delle imprese.
In questo contesto l’indice sudcoreano Kospi è crollato del 3%, con Samsung Electronics in caduta dell’8,7% e la rivale SK Hynix dell’1,9%. Hanno prevalso le prese di profitto ma il calo di Samsung (+100% dall’inizio del 2026) è dovuto anche alla delusione degli investitori per il piano di remunerazione agli azionisti quest’anno tra 90.000 e 110.000 miliardi (80 miliardi di dollari), inclusi 30.000 miliardi di won in dividendi in cash nel trimestre in corso. Una cifra era sostanzialmente in linea con le indiscrezioni trapelate nei giorni scorsi. Inoltre i 30.000 miliardi di won di riacquisti immediati di azioni sono inferiori ai 40.000 miliardi di won di buyback annunciati da SK Hynix all’inizio di agosto.
La rivale ha anche annunciato che destinerà più del 50% del proprio free cash flow generato tra il 2025 e il 2027, mentre Samsung ha ribadito il proprio impegno del 50% e non ha fornito dettagli su cosa comporteranno esattamente le restanti forme di remunerazione, oltre al buyback da 30.000 miliardi di won. Questo, insieme a un buyback relativamente più modesto rispetto a quello del suo concorrente, ha deluso gli azionisti.
La società, insieme a SK Hynix, è stata una delle principali beneficiarie del boom dell’AI, considerati gli enormi requisiti di memoria necessari per le infrastrutture dedicate all’intelligenza artificiale.
Tutto il settore dei semiconduttori è stato oggetto di forti vendite in vista dei risultati di Nvidia di mercoledì 26 agosto. Anche in Giappone (indice Nikkei -0,48%), Kioxia è scesa del 6,19%. Stesso copione a Hong Kong ha subito con l’Hang Seng in calo del 2%, mentre Alibaba è crollata di del 9,35% a 111,50 dollari di Hong Kong dopo che il colosso cinese dell’e-commerce ha annunciato che raccoglierà 80 miliardi di dollari di Hong Kong (10,21 miliardi di dollari) attraverso un collocamento di 710 milioni di nuove azioni, pari al 3,57% del capitale post aumento, a un prezzo di 112,70 dollari di Hong Kong l’una, con uno sconto dell’8,4% rispetto alla precedente chiusura.
L’offerta ha comunque registrato una domanda forte, ricevendo ordini per un totale di 28 miliardi di dollari, di cui 6 miliardi provenienti da investitori long-only e fondi sovrani. Circa il 40% del book sarà assegnato a investitori long-only e fondi sovrani in Europa, Asia e Medio Oriente.
I proventi netti (79,7 miliardi di dollari di Hong Kong) saranno utilizzati interamente per rafforzare la propria leadership globale nell’AI, compresa l’espansione e il potenziamento delle proprie infrastrutture di intelligenza artificiale in un momento in cui la competizione nel settore tecnologico cinese è molto forte.
Sebbene le aziende cinesi siano in difficoltà (la stessa Alibaba ha riportato un utile trimestrale in calo del 75% rispetto all’anno precedente), rispetto alle rivali statunitensi, in particolare a causa delle restrizioni imposte da anni dagli Stati Uniti sull’accesso ai chip più avanzati di Nvidia, tali limitazioni le hanno spinte a sviluppare modelli e infrastrutture più efficienti che richiedono meno potenza di calcolo e meno capitale.
Il collocamento di azioni, la più grande offerta effettuata da una società quotata a Hong Kong, è arrivato mentre l’investitore Michael Burry ha dichiarato di essere uscito da Alibaba per investire in JD.com, in calo dell’1,36%.
Le vendite non hanno risparmiato neppure l’indice cinese CSI 300 (-1,56%) e lo Shanghai Composite (-0,93%). Unico contro corrente l’indice australiano Asx 200 (+0,44%) con la compagnia petrolifera australiana Ampol che ha messo a segno un +4,2% dopo che l’utile netto sottostante nel primo semestre è balzato del 376% a 857,2 milioni di dollari australiani, poiché le interruzioni in Medio Oriente hanno fatto aumentare i margini di raffinazione. Intanto il future sul petrolio Brent scende dell’1,56% a 91,26 dollari al barile, dopo essere aumentato del 6,6% la scorsa settimana, in attesa dei dettagli sulle sanzioni statunitensi contro l’Iran. (riproduzione riservata)