Dopo Alphabet anche SoftBank torna a finanziarsi in yen. La multinazionale tecnologica giapponese conta di collocare obbligazioni retail per 1.000 miliardi di yen (6,3 miliardi di dollari), la vendita più grande mai effettuata da un emittente in Giappone, per raccogliere fondi per i suoi impegni di investimento in OpenAI.
Le obbligazioni a 7 anni dovrebbero essere prezzate il prossimo 4 settembre, con una forchetta indicativa della cedola compresa tra il 4,3% e il 4,9%, secondo un documento depositato dalla società. Rendimenti elevati a conferma di quanto sia diventato costoso raccogliere capitale. La mossa di SoftBank è l'ultima della corsa ad accumulare fondi nella competizione agguerrita per la leadership mondiale nell'intelligenza artificiale.
Il 24 agosto Alibaba ha raccolto 80 miliardi di dollari di Hong Kong nella più grande vendita di azioni mai realizzata a Hong Kong, per finanziare i suoi sforzi volti a investire in chip, data center e modelli linguistici di grandi dimensioni. Alphabet, Meta Platforms, Microsoft e Amazon, i quattro maggiori operatori nella corsa ai data center, hanno promesso quasi 2.400 miliardi di dollari di spesa legata all'intelligenza artificiale nei prossimi anni.
Capital Group, uno dei maggiori gestori di investimenti attivi al mondo, hastimato che la spesa in conto capitale legata all’AI da parte dei più grandi hyperscaler statunitensi abbia già raggiunto i 791 miliardi di dollari al 31 luglio. A fronte di 118 miliardi di dollari per le cinesi ByteDance, Alibaba, Tencent e Baidu.
SoftBank si è impegnata a investire più di 60 miliardi di dollari nello sviluppatore di ChatGpt e ha accelerato gli investimenti nei data center mentre cerca di espandere la capacità di calcolo. «La società sta scommettendo sul fatto che gli investitori retail acquisteranno un prodotto che offre un rendimento interessante, e sembra fiduciosa di poter intercettare la domanda in un momento in cui ci sono pochi prodotti a reddito fisso in grado di battere l'inflazione», ha dichiarato a Bloomberg Yuuki Fukumoto, senior financial research di NLI Research Institute. «Le banche stanno trovando difficile assumersi il rischio, considerata la debole crescita dei depositi, il rating creditizio e la durata di sette anni, lasciando l'operazione maggiormente dipendente dagli investitori retail».
L’offerta sarà la terza vendita di obbligazioni retail da parte di SoftBank quest'anno, dopo aver raccolto 418 miliardi di yen ad aprile e 260 miliardi di yen a giugno. È probabile che la nuova emissioni venga prezzata all'estremità superiore della forchetta indicativa della cedola del 4,3%-4,9%, secondo Sharon Chen, analista di Bloomberg Intelligence. «La società deve affrontare un fabbisogno di finanziamento superiore a 20 miliardi di dollari anche dopo quest’emissione obbligazionaria, rendendo probabile una nuova emissione di obbligazioni sui mercati internazionali nel prossimo futuro», ha aggiunto l’esperta.
La vendita di obbligazioni arriva inoltre dopo che S&P Global Ratings ha rivisto il suo outlook su SoftBank da negativo a stabile lo scorso 16 luglio, affermando che i principali indici finanziari della società sono migliorati più di quanto precedentemente previsto. S&P ha confermato il rating creditizio dell'emittente a lungo termine a BB+, un livello al di sotto dell'investment grade. (riproduzione riservata)