Un impegno di spesa per la difesa pari al 5% del pil in tutta l'alleanza Nato da raggiungere entro il prossimo vertice dell'Aja a fine giugno. È quanto ha auspicato il segretario alla Difesa statunitense, Pete Hegseth, a Bruxelles, in vista della riunione dei ministri della Difesa dell'Alleanza in programma oggi, 5 giugno.
«Siamo qui per proseguire il lavoro avviato dal presidente Trump, ovvero l'impegno a raggiungere il 5% di spesa per la difesa in tutta l'alleanza, obiettivo che riteniamo si realizzerà», ha dichiarato il capo del Pentagono. I tempi sono stretti: «deve essere raggiunto entro il vertice dell'Aia di fine mese (il 23 e 24 giugno, ndr)», ha precisato.
Messaggio recepito dal segretario generale della Nato, Mark Rutte. «Oggi sarà un incontro importante, perché concorderemo sugli obiettivi di capacità di cui abbiamo bisogno per garantire la sicurezza di 1 miliardo di persone nel territorio Nato», ha affermato, in vista della riunione dei ministri della Difesa. Poi ha spiegato che l'obiettivo è bilanciare meglio i contributi alla difesa tra Europa, Canada e Stati Uniti. In particolare, è necessario aumentare la spesa per la difesa aerea, i missili a lungo raggio, le forze terrestri e i sistemi di comando e controllo. Secondo il leader della Nato si tratterebbe di un investimento aggiuntivo «considerevole».
L’Europa conta di ottenere il 3,5% contro il 5% richiesto più volte dal presidente statunitense, Donald Trump, che dovrebbe essere raggiunto in 7 anni. Rutte ha elaborato una formula che suddivide il budget in un 3,5% per la difesa «core» e un ulteriore 1,5% destinato a temi specifici come la mobilità militare, i beni a duplice uso e la cybersicurezza.
Arrivare al 3,5% di spesa militare sul pil per i Paesi europei implicherebbe una spesa aggiuntiva di 160 miliardi di euro rispetto al 2024 (+15% annuo su 7 anni ovvero +11% annuo su 10 anni), ovvero almeno 55 miliardi rispetto alla simulazione di Equita di arrivare al 2,5-3% nel 2030, comunque da spalmare su un periodo più ampio.
L’Italia, secondo Il Messaggero, sarebbe al lavoro per cercare di ottenere un’estensione a 10 anni per raggiungere il target e di includere voci quali la protezione civile e le risorse per le politiche migratorie. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, si è detto «favorevole» ad aderire al piano europeo per investire nella difesa scorporando le spese dal patto di stabilità. «È sempre utile ottenere maggior flessibilità», ha precisato Tajani in un'intervista al quotidiano La Stampa. Di questo, però, il titolare della Farnesina non ha ancora parlato con la premier, Giorgia Meloni. «Vorrei discuterne con gli alleati prima della prossima legge di Bilancio. Poi, se la maggioranza non vuole utilizzare questi fondi, mi adeguo, ma io coglierei l’opportunità», ha aggiunto. Dalla sua parte Tajani avrà sicuramente il ministro della difesa, Guido Crosetto, ma il leader della Lega, Matteo Salvini, è sempre stato contrario a ulteriori investimenti in armi.
Il piano industriale del gruppo della difesa italiano, Leonardo, si basa sull’attuale livello di spesa per la difesa e sui programmi già avviati o annunciati. La società guidata da Roberto Cingolani ha indicato un incremento di 4-6 miliardi di euro dei ricavi per ogni aumento dell’1% del pil nel budget della difesa dell’Ue. Più in dettaglio, si prevede un aumento di 2-3 miliardi di euro dei ricavi per ogni 1% in più del pil destinato alla difesa italiana e ulteriori 2-3 miliardi per ogni 1% in più del pil medio dei Paesi europei, compreso il Regno Unito.
Banca Akros ha già incluso nelle sue stime una spesa media per la difesa dell’Ue pari al 3% del pil da raggiungere entro il 2032. Secondo la sensibilità stimata da Leonardo, «se il target del 5% del pil venisse confermato, ciò potrebbe implicare un aumento del 25-40% delle nostre attuali stime sui ricavi per il 2032 e, assumendo una leva operativa moderata, un incremento del 30-45% degli utili rispetto alle attuali previsioni per il 2032», precisa Banca Akros.
Separatamente, secondo quanto dichiarato da Yusran Lubis, capo del centro per l’equipaggiamento della difesa del ministero indonesiano, l’Indonesia ordinerà 6 AW189, un elicottero medio bimotore prodotto da Leonardo, la prossima settimana. L'accordo, che dovrebbe essere firmato a margine dell'Indo Defense Expo & Forum, comprende quattro elicotteri Vvip e due unità Vip. Il contratto ha un valore di 240 milioni di dollari e le consegne sono previste tra dicembre 2026 e aprile 2027.
Il potenziale accordo con Leonardo segue un precedente contratto firmato nel 2019, in cui le forze di polizia indonesiane hanno acquistato dal gruppo italiano 11 elicotteri, nove AW169 e due AW189. Banca Akros ha confermato il rating neutral e il target price a 52 euro sul titolo Leonardo, in rialzo dello 0,79% a 53,56 euro a Piazza Affari (+17,5% negli ultimi tre mesi). Solo Rheinmetall (+0,85%), Bae Systems (+0,69%), Thales Aerosp. & Defence (+1,23%) nel comparto europeo delle difesa stanno al passo. Più deboli Airbus (-1,30%), Safran (+0,11%) e Rolls-Royce (-0,09%). (riproduzione riservata)