Una sola iniezione alla settimana invece di una al giorno. È la rivoluzione nel trattamento del diabete che parte dall’Italia, primo Paese in Europa a rendere disponibile e rimborsabile l’insulina settimanale. Una novità destinata a semplificare la vita di oltre 1,3 milioni di italiani cioè tutte le persone che hanno diabete mellito di tipo 2 e di tipo 1 che richiedono più di un’iniezione di insulina al giorno, e una possibile svolta anche per chi dovrà iniziare la terapia nei prossimi anni.
«Siamo lieti di poter annunciare la disponibilità in Italia della prima insulina settimanale al mondo» ha sottolineato Alfredo Galletti, vice president e general manager Novo Nordisk Italia, alla presentazione ufficiale a Roma del via libera in Italia da parte dell’Agenzia del farmaco (Aifa) alla prima insulina basale settimanale al mondo, prodotta dalla multinazionale con sede in Danimarca.
Un’innovazione che «ha una duplice valenza: innanzitutto per il paziente, perché chi è trattato con insulina ha un peso emozionale importante che impatta sull’aderenza terapeutica e oggi il paradigma di un’iniezione al giorno finalmente cambia con il passaggio a una somministrazione a settimana. L’altro tema, importantissimo, è che l’Italia è prima in Europa ad aver completato tutte le tappe del processo regolatorio a livello nazionale», ha sottolineato il manager.
Il processo di accesso a livello regionale «sta andando molto velocemente grazie alla grande attenzione che c’è anche a livello locale per questa innovazione, che è quindi già disponibile per oltre il 70% dei pazienti italiani», ha spiegato Galletti sottolineando che «nel più breve tempo possibile contiamo di arrivare al 100 per cento grazie alla comprensione dell’impatto di questa importante sfida di salute pubblica», ha concluso il manager.
Un investimento, quello in Italia della casa farmaceutica danese, che è stato pari a due miliardi di euro. «La stabilità di governo ha determinato e determinerà investimenti da parte delle companies internazionali in Italia. È di tutta evidenza che l’investimento fatto dalla più grande casa farmaceutica danese per 2 miliardi di euro, al di fuori dei confini nazionali, ci racconta che l'Italia è altamente attrattiva», ha sottolineato il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, a margine della conferenza stampa a Roma. «I dati ci stanno dando ragione», ha proseguito Gemmato, «i 56 miliardi del comparto sono un numero importante, abbiamo stabilmente superato la Germania e siamo i primi in Europa, peraltro l’export del farmaceutico contribuisce alla bilancia delle esportazioni a quel quarto posto storico raggiunto dall’Italia». Il fatto che l’Italia «sia stata il primo Paese al mondo a rendere disponibile gratuitamente ai pazienti questa innovazione a carico del Servizio Sanitario Nazionale conferma l’eccellenza del nostro sistema farmaceutico nel panorama internazionale», conclude il sottosegretario.
L’insulina è un ormone necessario per la corretta assimilazione degli zuccheri. Nelle persone con diabete il corpo non riesce più a produrla o non ne produce a sufficienza, andando così a danneggiare cuore, reni, occhi e sistema nervoso. La somministrazione di insulina compensa la carenza ma il ritardo nell’avvio della terapia riguarda ancora un paziente su tre. Inoltre non tutti seguono con continuità le indicazioni riguardo alla posologia. Passare da 365 a 52 iniezioni l’anno favorisce la continuità nel seguire le terapie prescritte ma favorisce anche l’inizio di nuove terapie. Di conseguenza diminuisce le complicanze collegate al diabete. Ma ha anche un effetto positivo sull’ambiente perché ridurrà anche la produzione di rifiuti sanitari. (riproduzione riservata)