skin track
DE LONGHI DELONGHI DE' LONGHI STAND AZIENDA
DE LONGHI DELONGHI DE' LONGHI STAND AZIENDA
Mercati Azionari Leggi dopo

De' Longhi, Barclays alza il rating. Ma non è overweight: i motivi

29 maggio 2025, 10:29 Ultimo aggiornamento: 10:42

Titolo in rally in borsa in scia all’upgrade di Barclays: De’ Longhi sarà in grado di gestire meglio il rischio dazi dell’amministrazione Trump rispetto a quanto previsto. Ecco come

Barclays promuove De' Longhi e il titolo strappa un +3,7% a 29,18 euro a Piazza Affari dopo un massimo intraday a 30,70 euro, comunque ancora lontano dal massimo dell’anno a 34,82 euro (26 febbraio). «Riteniamo che il gruppo che produce piccoli elettrodomestici sarà in grado di gestire meglio il rischio dazi dell’amministrazione Trump rispetto a quanto avevamo precedentemente previsto», ha spiegato nel report di Barclays.

Lo scorso 13 maggio De' Longhi ha riportato risultati solidi per il primo trimestre del 2025, con ricavi in crescita del 15% su base annua e un ebitda rettificato in aumento del 24%, battendo sia le stime di Barclays che quelle del consenso degli analisti. Il titolo è sceso di circa l'1% da allora, rispetto a un aumento dell'1% dell’indice Stoxx Europe 600.

Il rating precedente di Barclays

Barclays aveva avviato la copertura sul titolo De' Longhi lo scorso 4 aprile con un rating underweight e un target price a 23 euro, subito dopo gli annunci dei dazi del Liberation Day del 2 aprile. «Il nostro rating underweight si basava su due motivazioni. Primo, la nostra preoccupazione che l’utile per azione di De' Longhi potesse subire un rischio negativo significativo a causa dei dazi statunitensi, alla luce della compressione dei margini che l’azienda aveva già sperimentato durante gli shock macroeconomici del 2019 e del 2022. Secondo, l'impatto della debolezza macroeconomica generale, al di là dell'effetto diretto dei dazi, che può essere particolarmente forte in una categoria come quella delle macchine da caffè che dipende dalla spesa discrezionale», ha sottolineato la banca d’affari.

L’upgrade a equal weight

Ora Barclays ha alzato il rating a equal weight e il target price a 30 euro. In occasione della presentazione dei risultati dell’esercizio 2024, a marzo di quest’anno, De'Longhi aveva previsto un impatto dai dazi Usa di circa 15-20 milioni sull’ebitda per l’esercizio 2025. Tuttavia, con i risultati del primo trimestre del 2025 a maggio, l’azienda ha rivisto questa stima al ribasso a 15 milioni, nonostante i dazi si siano rivelati peggiori di quanto atteso a marzo. «Notiamo che, ancora oggi, i dazi attuali in Europa, circa il 10%, e in Cina, circa il 25%, sono peggiori delle aspettative di marzo, nonostante alcuni allentamenti. Questo ci fa concludere due cose: primo, l’azienda sta valutando i suoi rischi derivanti dai dazi in modo conservativo. Secondo, è in una posizione migliore rispetto al 2019 per mitigare l’impatto dei dazi», spiega ancora Barclays.

Titolo sottovalutato

Parallelamente De’ Longhi è sottovalutata, con un rapporto ev/ebitda atteso per il 2025 di circa 7 «e riteniamo che il suo bilancio sia solido, con circa 400 milioni di liquidità netta e un free cash flow di 300 milioni. Siamo rimasti colpiti dal team di gestione, avendo avuto l'opportunità di passare del tempo con l'amministratore delegato, Fabio De' Longhi, durante la London Coffee Week. Per mantenere una valutazione underweight su un titolo conveniente e di alta qualità come questo, che beneficia di un forte trend tematico: la cultura del caffè, dovremmo poter identificare un rischio evidente per l’utile per azione 2025/2026, cosa che attualmente non siamo in grado di fare. Di conseguenza, alziamo il rating a equal weight e il target price a 30 euro», prosegue Barclays.

Perché non overweight

Perché non overweight? Il presidente Trump ha esplicitamente fatto appello a WalMart affinché non aumenti i prezzi a causa dei dazi. Da qui, la banca d’affari vede due possibili scenari. Nel primo, WalMart (e i suoi concorrenti) aumentano i prezzi, permettendo ai fornitori di fare lo stesso e di trasferire l’onere dei dazi. L’inflazione peggiora e, come l’esperienza del 2022 ci insegna, ciò può portare a un «downtrading» o a un ritiro dei consumatori, con possibili pressioni nella seconda metà dell’anno su De’ Longhi e sui suoi competitor.

Nel secondo scenario, WalMart e i suoi concorrenti aumentano i prezzi più lentamente e chiedono ai fornitori di condividere la riduzione dei margini, il che sarebbe chiaramente negativo per i margini del gruppo italiano. A causa della natura instabile dei dazi, è difficile dire con certezza quale scenario sia più probabile. Anche per questo motivo, oltre alle complessità contabili legate alla gestione delle scorte nel retail (Retail Inventory Management), WalMart non ha fornito una previsione sull’utile per azione del secondo trimestre.

«Notiamo che gli operatori del settore elettrodomestici domestici restano finora cautamente ottimisti sul consumatore statunitense. De' Longhi ha evidenziato alcune azioni sui prezzi intraprese alla fine del primo trimestre, che avranno effetto nei trimestri successivi e l’aiuteranno a gestire l’impatto dei dazi. Diversi suoi concorrenti, come SharkNinja, stanno anch’essi mantenendo la loro guidance e segnalando vari aumenti dei prezzi o cambiamenti di mix favorevoli che li aiutano ad affrontare i dazi. SharkNinja ha addirittura aumentato la sua guidance sui ricavi per il 2025 da 10-12% a 11-13%», conclude Barclays che si aspetta che l’aumento dei prezzi (+10%?) venga utilizzato come strategia di mitigazione su tutta la linea. (riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO ILLIMITATO + MF GPT LIGHT
Accesso al sito, alle newsletter e il piano light (30 crediti/mese) di MF GPT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO ILLIMITATO + MF GPT PRO
Accesso al sito, alle newsletter e il piano pro (600 crediti/mese) di MF GPT

188,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano pro di MF GPT (600 crediti/mese)

SITO ILLIMITATO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT
Il quotidiano digitale, l'accesso al sito, alla borsa e alle newsletter, il piano light (30 crediti/mese) di MF GPT e l'accesso al The Wall Street Journal

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO ILLIMITATO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT PRO
Il quotidiano digitale, l'accesso al sito, alla borsa e alle newsletter, il piano pro (600 crediti/mese) di MF GPT e l'accesso al The Wall Street Journal

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano pro di MF GPT (600 crediti/mese)