L’amministrazione di Donald Trump ha fatto sapere che presenterà ricorso alla Corte Suprema contro la decisione del tribunale statunitense di dichiarare illegali molti dei dazi imposti dal presidente americano negli ultimi mesi. Nel dettaglio, è stato chiesto alla Corte di esaminare rapidamente il ricorso, spiegando che lo stallo sta danneggiando le delicate trattative commerciali.
Nella mozione depositata dal consulente legale John Sauer si legge che: «Il Procuratore generale chiede rispettosamente a questa Corte di accelerare la risoluzione di questo caso nella massima misura possibile, data l’enorme importanza di confermare rapidamente la piena legittimità dei dazi del presidente».
Il legale ha dunque chiesto alla Corte di decidere entro il 10 settembre se riesaminare il caso e, in tal caso, di tenere udienze entro l’inizio di novembre. Il documento esprime preoccupazione per gli effetti negativi sui negoziati commerciali di Washington della sentenza di una corte d’appello federale.
L’illegalità nei confronti dei dazi è stata stabilita venerdì 29 agosto dalla Corte d’Appello federale degli Stati Uniti, che si occupa dei ricorsi nei casi che riguardano il commercio internazionale, in una sentenza in cui si chiedeva l’annullamento delle tariffe. La Corte d’Appello ha infatti stabilito che Donald Trump non aveva l’autorità di imporre molti dei dazi sui beni importati che ha implementato da quando è tornato in carica a gennaio.
Alcune leggi negli Stati Uniti permettono al presidente di imporre dazi in autonomia, ma in modo più limitato di quanto ha fatto Trump. «La legge conferisce al presidente ampi poteri per intraprendere una serie di azioni in risposta a un’emergenza nazionale dichiarata, ma nessuna di queste azioni include esplicitamente l’autorità di imporre dazi e altre tasse» si legge nella sentenza. Tuttavia le tariffe imposte rimangono in vigore mentre la Corte Suprema esamina il caso. (riproduzione riservata)