L’Italia benedice il possibile accordo sui dazi tra Usa e Ue, che secondo indiscrezioni sarebbe disposta ad accettare tariffe al 10%. «Un’intesa a breve, come hanno fatto altri Paesi, con dazi al 10%, avrebbe un impatto limitato e contenuto sulle nostre esportazioni verso gli Stati Uniti», dichiara il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ospite del programma Omnibus su La7. «Credo che anche l'Europa lo debba e lo possa fare».
L’approvazione di Urso arriva dopo quella della premier, Giorgia Meloni, e del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. Il governo italiano, come quello tedesco, preferisce dazi al 10% piuttosto che il protrarsi dell’attuale incertezza. Meno convinta la Francia, che vorrebbe puntare sull’azzeramento delle tariffe anche a costo di andare allo scontro con Donald Trump.
Per l’esecutivo italiano, invece, meglio accettare un livello di dazi contenuto, anche perché le contro-misure studiate da Bruxelles, per circa 120 miliardi in totale, rischiano di rivelarsi un boomerang per le imprese europee.
«Dobbiamo essere molto attenti alle conseguenze indirette degli eventuali accordi o guerre che si scatenerebbero tra Stati Uniti e altri Paesi», precisa Urso sul tema. «Perché una cosa è l’impatto diretto di misure daziarie verso gli Usa, altra cosa molto più significativa sono le conseguenze indirette di mercati che si chiudono».
Converrebbe non reagire allora e ottenere esenzioni mirate in settori considerati strategici per la produzione del Vecchio Continente. È questo secondo Bloomberg lo schema a cui starebbe lavorando il commissario al Commercio, Maroš Šefcovic: il politico slovacco è in missione a Washington per raggiungere un accordo quadro, con dazi al 10%, entro il 9 luglio.
Quel giorno scadrà la tregua commerciale tra Usa e Ue, che rischia tariffe al 50% in caso di mancata intesa. Solo dopo si lavorerebbe per ottenere delle esenzioni su settori come la farmaceutica, gli alcolici, l’aviazione e i semiconduttori. In cambio la Commissione ha offerto di incrementare gli acquisti di gas naturale liquefatto e armi americane.
Bruxelles spera anche in uno sconto sui dazi per l’auto, ora al 25%, e su quelli per acciaio e alluminio, schizzati al 50%. Su quest’ultimo comparto, però, l’Europa potrebbe accettare un compromesso al ribasso secondo Urso: «Per noi, nell’acciaio e alluminio, gli Stati Uniti sono un mercato residuale, piccolo, rispetto ad altri». (riproduzione riservata)