Il settore automobilistico sta attraversando una crisi profonda in tutta Europa. Dopo i tagli annunciati da Bosch in Germania – 24 mila posti di lavoro in meno entro il 2030 – anche l’Italia vive difficoltà, a partire dallo stabilimento di Atessa. Ma, avverte il ministro delle Imprese Adolfo Urso, non si tratta di un problema locale: «È una questione europea, legata a normative sui veicoli commerciali che soffocano le potenzialità di sviluppo di poli produttivi come Atessa e di molti altri siti in Europa».
Con Berlino, spiega Urso durante il question time alla Camera, l’Italia ha raggiunto una prima posizione comune – già trasmessa alla Commissione europea – sulla necessità di salvaguardare il comparto dei veicoli commerciali, puntando su realismo, flessibilità e neutralità tecnologica.
La convergenza con la Germania ha fatto breccia anche a livello politico. «Al Consiglio Competitività di lunedì 29 settembre, Roma e Berlino hanno stretto un’intesa più ampia sul futuro dell’automotive, confermata dall’intervento del cancelliere tedesco Friedrich Merz». Il 2 ottobre, al Consiglio europeo informale di Copenaghen, sarà lui a rilanciare ufficialmente la richiesta di revisione dell’obiettivo 2035 sullo stop alle auto a benzina e diesel.
«Questo passaggio segna un punto di svolta nel dibattito europeo», sottolinea Urso, «perché dimostra che la posizione italiana è finalmente condivisa da un partner centrale come la Germania, che guarda con forte preoccupazione al futuro del settore auto, condizionato dalle regole di Bruxelles».
Mentre in Italia, grazie al piano siglato con Stellantis, non sono stati previsti licenziamenti, in altri Paesi le case automobilistiche annunciano tagli di posti di lavoro «come in un bollettino di guerra». Per questo motivo, le imprese europee hanno presentato un documento congiunto a sostegno della linea italiana, sollecitando la Commissione a un cambio di rotta.
Il ministro ricorda inoltre gli impegni assunti con il Piano Italia: solo per quest’anno sono previsti 2 miliardi di investimenti in nuove piattaforme produttive e 6 miliardi di contratti con le imprese della componentistica nazionale, inclusi nuovi progetti per il sito di Atessa. Un piano che il nuovo amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, ha ribadito a Urso nell’ultimo incontro.
A novembre sarà convocato il Tavolo Automotive per verificare i progressi con aziende e associazioni di settore. «Le prossime settimane però», conclude il ministro, «saranno decisive per la revisione del regolamento sulla CO2». (riproduzione riservata)